AUTONOMIE REGIONALI

Pubblicato da Luca Cianflone il 10/02/2019

Venerdì 1 febbraio, presso la Sala Consiliare del Castello di Abbiategrasso si è tenuto un incontro pubblico sull’autonomia lombarda organizzato dalla Lega Nord abbiatense.

Alle ore 21 circa è iniziata la conferenza sull’autonomia regionale, a causa della neve, la partecipazione del pubblico non è stata eccessiva, diverse le difficoltà riscontrate anche dai partecipanti e dagli organizzatori.
Ospite e relatore d’eccezione l’assessore regionale alle autonomie ed alla cultura Stefano Bruno Galli.
Come si evinceva dal nome dell’incontro, l’assessore ha ripercorso l’iter burocratico e politico della richiesta della Lombardia per avere una propria autonomia regionale che è culminato con il referendum del 22 ottobre 2017.

Galli ha inizialmente affrontato i motivi per i quali sia opportuna una maggiore autonomia regionale, spiegando quanto sia poco efficace una gestione centralizzata gerarchia, in cui pochi compiti e mansioni siano completamente a carico di regioni, province e comuni.
Da qualche anno il processo di riforma del titolo quinto sta provando ad ottenere una linea guida non più verticistica con Roma in cima, ma una struttura orizzontale in cui i ruoli ed i compiti demandati dallo Stato possano vedere le regioni, in questo caso la Lombardia, prendere decisioni legislative ed amministrative in totale autonomia in un dialogo paritetico con lo Stato, sempre nel rispetto della Costituzione.
Molti gli esempi fatti dall’assessore, i ricorsi storici, i successi ed i fallimenti, ha inoltre spiegato ai presenti quanto fosse e sia ancora oggi impervio fare i conti, ottenere margine di manovra dalla macchina burocratica statale, sottolineando non sia solo da imputare ad egoismi od interessi, ma quanto ad una abitudine ed attitudine ormai di decenni.
La Riforma del Titolo V della Costituzione, articolo che regolamenta il rapporto tra Stato e regioni, prende spunto dal sistema di Regionalismo Differenziato spagnolo, riforma che consentirebbe ad una regione virtuosa ( parità di bilancio ) di richiedere l’accesso ad un percorso di autonomia che la porterebbe ad ottenere una maggiore indipendenza e regolamentazione specifica per esigenze regionali e non più nazionali.
In questi anni, ha aggiunto Galli ,per 5 volte diverse regioni hanno chiesto accesso a questo percorso ma in tutti i casi la loro richiesta è stata respinta.
Dal referendum del 2017 però, le carte in tavola sono cambiate, il popolo lombardo si è espresso con il 95% dei sì, dando così un’ulteriore e probabilmente definitiva spinta per l’autonomia lombarda. L’assessore ha risposto a chi considerasse questo risultato poco veritiero a causa della affluenza sotto il 40%, evidenziando che il problema più grande di questo numero è che acchiude al suo interno le centinaia di migliaia di lombardi all’estero, cittadini che non hanno potuto votare perché impossibilitati nel ritornare e che non è stato comunque possibile raggiungere nemmeno inviando loro un dispositivo elettronico utile alla votazione. Al netto di questo, la cifra percentuale degli aventi diritto al voto avrebbe sfiorato il 50%.

Si è arrivati alla prima bozza di intesa tra regione e governo dello scorso 21 dicembre, punto d’arrivo e di partenza importante per il processo di autonomia regionale, si è trovata una prima intesa sulle funzioni demandabili alle regioni, province e comuni, il dialogo è fitto e continuo, “ l’alleato è fedele “ ha continuato l’assessore riferendosi al Movimento 5 Stelle, “ho recentemente incontrato Di Maio è l’ho trovato preparato e propenso al dialogo, il vero problema sarà capire come trasferire tecnicamente le competenze, ad esempio tramite decreto, ma soprattutto sarà fondamentale scardinare la cultura centralista dell’apparato burocratico romano…”

Questi i temi affrontati con preparazione e passione dell’assessore Galli, unico assessore regionale italiano ad avere la delega per l’autonomia.

BULLISMO E STALKING

Pubblicato da Luca Cianflone il 19/12/2018

Venerdì 14 dicembre preso l’Istituto Alessandrini di Abbiategrasso si è tenuta la terza edizione del Convegno su stalking e bullismo dal significativo titolo “Orizzonti e Scuola verso la Libertà”, eventoorganizzato dall’associazione “Orizzonti “, guidata dalla Presidente Gina Arielli.
L’associazione dal 2012 organizza incontri ed eventi incentrati sull’informazione alla legalità, abbracciandone diversi aspetti, dalla mafia fino al bullismo.
L’incontro di venerdì, come si evince dal titolo, ha affrontato il tema del bullismo e delle sue “nuove” dinamiche.
A parlare ed informare i ragazzi, oltre all’Arielli e la preside dell’istituto D.ssa Aurora Annamaria Gnec, due procuratori d’eccellenza: il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano Dott. Stefano Ammendola e il sostituto procuratore del Tribunale di Milano Dott.ssa Bianca Maria Baj Macario.

Dopo una breve presentazione ed introduzione fatta dalla Arielli, i due procuratori hanno catturato l’attenzione dei giovani cominciando ad introdurre il tema dell’incontro, partendo da alcuni racconti personali della propria gioventù, sottolineando così, che il bullismo, per quanto oggi sia molto più agli (dis)onori di cronaca, sia in realtà un vecchio problema. Ciò che oggi è radicalmente mutato, è il campo di azione del bullo, non più ristretto alla vita reale e quotidiana, ma allargato ai nuovi mezzi di comunicazione e dispositivi tecnologici.
I due procuratori hanno voluto concentrarsi maggiormente sugli aspetti che vedono i ragazzi non solo vittime, ma attori, sovente inconsapevoli, ma comunque autori di gesti ed atteggiamenti che troppo spesso rientrano nella violenza, anche se psicologica, comunque una violenza.
Questa tematica ha certamente contribuito a catturare l’attenzione dei ragazzi dell’Alessandrini e del Lombardini, coinvolgendoli in prima persona e mettendoli al corrente di quali potrebbero essere le loro responsabilità, qualora dovessero attuare determinati comportamenti che ad un giovane potrebbero apparire come scherzi o burle, ma che in realtà rappresentano reati e violenze, che giocoforza vanno a turbare la salute e la libertà di terzi. Molti gli esempi, dalla condivisione di materiali compromettenti, fino all’accerchiamento e presa di mira di un soggetto da parte di un gruppo, passando per lo stalking o anche semplicemente dalle prese in giro nei confronti di un singolo perché “colpevole” di essere diverso, come se la diversità fosse un difetto e non già una qualità da ricercare ed apprezzare in chi ci sta vicino, perché non potrebbe far altro che arricchirci.
Molti di questi atteggiamenti potrebbero esser compiuti con superficialità e leggerezza, financo da cosiddetti bravi ragazzi, magari trascinati dalle dinamiche di gruppo, quindi, l’importanza di questi incontri, durante i quali professionisti ed organi facente parte delle istituzioni, possano informare, formare ed anche mettere in guardia i giovani, ci pare determinante al fine di rendere sempre più consapevoli e preparate le nostre future generazioni.
Concetto poi ribadito dai relatori è stato quello dell’illusione dell’anonimato in internet; chiunque confidi in quello per non correre rischi, si sbaglia di grosso. Ci saranno indagini più o meno facili da eseguire, ma nella stragrande maggioranza dei casi, se non nella sua totalità, si riuscirà comunque a risalire ai responsabili e correi.

In assonanza con le parole dei procuratori, che spingevano i ragazzi a parlare con gli adulti di eventuali problemi e violenze senza vergognarsene o temerne le conseguenze, nella parte conclusiva dell’incontro una ragazza ha voluto condividere la sua esperienza personale, raccontando di come la sua omosessualità sia stata oggetto di scherno da parte di alcuni; al che il procuratore Ammendola ha rimarcato la stupidità di queste prese in giro e di quanto sia in realtà vecchia come il mondo l’omosessualità e di come non fosse degno di scandalo fin dai tempi di Platone, citando alcune frasi del Simposio del filosofo greco.

Un incontro importante e sicuramente formativo per i ragazzi, un successo per la comunità e per l’associazione, come ci ha confermato la presidente Arielli, sentita per un commento sull’esperienza:
“ Un incontro straordinario, forte di questo importante successo, posso continuare con più determinazione la mia missione. Io ci tengo molto al futuro dei ragazzi, perché, parlo anche per esperienza personale, sono convinta che il non sapere ci porta a non esser liberi, al contrario la conoscenza, il sapere, ci danno libertà di scelta e quindi avendola pagata io di persona, mi batto per la formazione dei giovani con tanto amore e determinazione. Sono felicissima per il successo e l’utilità dell’incontro, i procuratori sono stati molto umani e comunicativi, oltre che disponibili, un ringraziamento inoltre a chi ci ha ospitato ed a tutti i partecipanti. Il mio impegno e quello dell’associazione continueranno in questi mesi, cercando di proseguire con continuità questo percorso di informazione e sensibilizzazione, soprattutto per i giovani.”.

LA FIGLIA DI CHE GUEVARA AD ABBIATEGRASSO

Pubblicato da Luca Cianflone il 10/12/2018

Venerdì sera la Sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso ha ospitato la figlia di una leggenda: Aleida Guevara March, figlia del mitico Ernesto Che Guevara.

Parlare del padre in qualche riga iniziale sarebbe impossibile ed inutile, basta il nome e la storia di un uomo che ha cambiato la storia e gli uomini stessi. Partendo da Cuba, ma non solo, il Che ha mostrato e dimostrato al mondo la forza di un’idea, la potenza di un uomo puro e senza paura. E’ simbolo di coraggio e determinazione, di rivoluzione e resistenza, di integrità morale e libertà; la sua figura, pur essendo indubbiamente legata al comunismo ed alla sinistra, ha oltrepassato i confini politici, gli ideali di destra o sinistra, andando a rappresentare un concetto di esistenza e libertà apprezzato al di là del credo politico.

Aleida non ha parlato del padre, gira il mondo per far conoscere la situazione della sua amata Cuba oggi, presente certamente figlio di quella rivoluzione cubana che ha visto il Che protagonista con Fidel Castro, contendenti ed oppositori della superpotenza statunitense. Cuba, ubicata a qualche km dal colosso americano, decise di sfidare comunque le politiche di colonizzazione di stampo Usa, andando a trovarsi gioco forza alleata con l ‘Unione Sovietica, unico vero rivale degli States durante la Guerra Fredda. Dalla Crisi dei Missili in poi, quindi inizio anni sessanta, Cuba è stata ed è soggetta a blocchi e sanzioni da parte degli Usa. La Guerra Fredda è finita, in realtà non poi tanto, ma l’ostilità del gigante Golia nei confronti di Davide è rimasta.
Congiuntamente al blocco economico, si è parlato anche del processo di creazione della nuova Costituzione che sta affrontato Cuba, un momento storico per lo stato americano.
“L’ultima parola deve essere quella del popolo” questo il mantra che a Cuba regna, il processo di democratizzazione è in corso ed il popolo vuole essere protagonista ed artefice di questo processo, che indubbiamente dovrà comprendere una Costituzione che rappresenti gli ideali del popolo stesso.
Si è parlato molto della prepotenza statunitense, le ingerenze che gli Usa hanno su Cuba e su gran parte dell’America Latina e Centrale, di come all’estero, in Europa in particolar modo, si tenda ad ignorare quello stato di cose, di quanto l’embargo premi sulla quotidianità delle persone comuni. Aleida ci richiama ad un senso di solidarietà e rivolta contro quello che paesi come Cuba hanno subito e continuano a subire… Purtroppo crediamo che Aleida conosca poco gli italiani, o che sia un’inguaribile ottimista… Non siamo un popolo di rivoluzioni e non abbiamo soprattutto la ben che minima unità per poter comprendere e difendere la libertà ed il rispetto che Stati come Cuba reclamano da decenni.
L’occidente è indissolubilmente ormai legato assieme, il volere e gli interessi di uno Stato poco influenzano le scelte di Ue e Usa. Oggi qualcosa si muove, nel senso che qualcuno sta iniziando a portare sul tavolo di discussione il tema delle sanzioni estere, mossi non già da temi umanitari, ma da motivazioni economiche, ma che comunque stanno facendo emergere le reali motivazioni che queste sanzioni inseguono.
Il tema delle sanzioni a Russia ed Iran è spesso sollevato dai politici europei, probabilmente solo per esercizio politico, fatto sta che sta riportando al centro del dibattito l’utilità delle sanzioni e restrizioni contro determinati Stati. Se per Iran e Russia le motivazioni, peraltro molto discutibili, sono imputabili a comportamenti geopolitici, il “ bloqueo” nei confronti di Cuba sembra rappresentare sempre di più la prepotenza Usa nei confronti di un Paese che ha osato sfidare il proprio predominio e per questo deve esser punito.

Nelle parole e nella passione di Aleida si legge l’anima di un popolo orgoglioso, unito e convinto nel suo percorso, un popolo vivo e vivace, sempre pronto a lottare per la propria dignità e libertà.
La Guevara dopo averci raccontato tutto ciò, ha risposto alle domande della sala, moltissime le persone presenti, soffermandosi alla fine per foto e saluti con tutti.
La serata è stata resa ancora più emozionante grazie all’esecuzione toccante di una canzone tradizionale, da parte di due bimbe cubane, “lontane fisicamente dalla loro terra, ma vicine con il cuore”.
Una serata sicuramente costruttiva che ci ha permesso di avere un più ampio quadro della situazione geopolitica mondiale.

SENATORE LA RUSSA INCONTRA I GIOVANI DI FRATELLID’ITALIA

Pubblicato da Luca Cianflone il 17/10/2018

Giovedì 11 ottobre presso la Sala Consiliare si è svolto l’incontro “ La Comunità Che Avanza”, un’iniziativa del Movimento Giovanile e Destra, Fratelli D’Italia e MSI.
Ha presenziato ed aperto la serata il Sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai; oltre a lui presenti altri esponenti locali vicini politicamente a Fratelli d’Italia come il Sindaco di Turbigo Garavaglia, C. Lattuada rappresentante locale di FDI e l’Assessore alle Politiche Sociali di Corsico Fabio Raimondo.
A completare la lista di relatori insieme a diversi esponenti dei partiti organizzatori, l’On. Paola Frassinetti, Carlo Fidanza ed il Senatore Ignazio La Russa; moderatore dell’incontro il giornalista Renato Besana del giornale Libero.

Il sindaco Nai ha aperto la serata ricordando il suo impegno giovanile, la sua carriera ed il percorso che lo ha portato ad esser sindaco, esortando i giovani a far politica e soprattutto, tema ricorrente della serata, si è raccomandato di non aver fretta, ma compiere un percorso politico serio e per quanto possibile completo, rimarcando l’importanza della “ gavetta”.
Successivamente a Nai è intervenuto il sindaco di Turbigo, salutando anche lui i giovani e sottolineando il loro entusiasmo.

Gli interventi dei relatori si sono susseguiti in rapida successione, da Morani di FDI all’On. Paola Frassinetti, temi ricorrenti della serata sono stati la storia, personale e dei movimenti, che i presenti hanno vissuto, le difficoltà che ieri più di oggi le persone di Destra hanno dovuto affrontare, gli scontri e le loro lotte per ottenere un loro spazio politico e sociale, l’importanza della militanza e la necessità per i movimenti giovanili di un legame forte ma non forzato con il partito dei “ grandi”.
I presenti si sono confrontati anche sui temi attuali, sui voti e soprattutto alcuni temi che la Lega ha “ preso in prestito” e su quanto sia fondamentale capire come crescere e prendere quella fetta di elettori di Destra.

Circa a metà serata, durante l’intervento di Lattuada, è arrivato il Senatore La Russa, il quale finito l’intervento precedente e stimolato dalla brillante conduzione del moderatore Besana, ha monopolizzato l’attenzione dei presenti.
Il Sentore ha anche lui ricordato il suo passato e le lotte di quegli anni, ma il suo intervento è stato più mirato all’oggi e a quello che i giovani militanti dovrebbero aspettarsi ed auspicarsi. Anche lui ha rimarcato l’importanza del percorso politico e della militanza, ma soprattutto ha consigliato ai giovani di non avere fretta e non aver voglia di essere eletti a tutti i costi, perché questi aspetti potrebbero portare a spaccamenti interni al movimento o delusioni personali tali da far passare l’impegno politico in secondo piano. Anche per lui sarebbe, ed è, fondamentale che la politica dei “grandi” attinga dal bacino dei movimenti giovanili, quindi dando valore a questi ed andando a premiare chi ha fatto seriamente politica e militanza sin da giovane.
La Russa, reduce da giorni caldi in parlamento, ha aggiornato i presenti sui temi presenti in queste settimane sul tavolo del governo, non entrando nello specifico ma rimarcando i punti che Fratelli d’Italia condivide, come ad esempio l’impegno sull’immigrazione, e criticando invece le politiche sociali intraprese, queste maggiormente volute da M5S.
Un interessante aspetto dell’intervento del Senatore è stato quello inerente ai simboli esteriori della destra, un tema sicuramente scottante e sentito. La Russa ha ricordato l’importanza di abbandonare, o meglio riporre in sgabuzzino, tutti quei simboli ed orpelli fascisti, pur non rinnegandoli, ritiene sia fondamentale che essi siano trascurati, per evitare fraintendimenti all’esterno e dare facile appiglio a chi volesse attaccare i movimenti di destra; ciò, ha proseguito La Russa, è quello che li contraddistingue da altri movimenti di destra.
Il Senatore, da esperto politico quale è, ha poi pronosticato il possibile futuro del governo in carica, ricordando il punto di svolta che potrebbero rappresentare le Elezioni Europee del prossimo anno e quindi l’esigenza di farsi trovare pronti ed attenti nel panorama politico che si potrebbe andare a disegnare nel caso in cui l’alleanza Lega-M5S dovesse saltare. Facendo questo e salutando i presenti ha confermato la piena fiducia in Giorgia Meloni ed aperto ad una possibile futura alleanza di un grande partito di centro-destra.

In chiusura di serata abbiamo avvicinato il Senatore e gli abbiamo posto alcune domande:
Come pensate di andare a riprendervi i voti che la Lega potrebbe avervi sottratto andando a coprire dei temi che per voi sono sempre stati centrali nel vostro impegno politico?
“ In realtà in termini di numeri non ci hanno preso voti, anzi siamo cresciuti di anno in anno come partito, certo senza la Lega avemmo probabilmente preso più voti. Questo però non deve farci abbandonare o cambiare alcune delle nostre lotte, potrebbe essere un bene che anche altri partiti ora scoprano l’importanza di alcuni temi da noi promossi da anni; sarà importante esser fedeli a noi stessi ed avere un indirizzo chiaro e deciso, così continueremo a crescere.”

Entrando nello specifico, cosa non la convince delle riforme e delle intenzioni del governo?

“Molto di quello che arriva dal Movimento 5 Stelle, essendo un partito più riconducibile a sinistra, molte delle loro proposte sono in contrasto con le idee di Fratelli d’Italia. Quindi dal “Reddito di Cittadinanza”, ai temi sulla famiglia e l’intenzione di andare a pescare fondi a sostegno delle loro iniziative dalla Difesa, cosa che per noi è strategicamente e simbolicamente inaccettabile.”

Berlusconi pare si sia fatto da parte, attorno a chi si potrà unire una grande coalizione di centrodestra?

“ Berlusconi, come d’altronde il sottoscritto, ha dovuto fare un passo indietro, il suo errore è stato probabilmente quello di non aver creato o preparato il suo partito ad avere un suo successore, una figura forte che guidasse i suoi una volta che lui si fosse fatto da parte.
Comunque vedremo, siamo un partito aperto e disponibile al dialogo ed al confronto, non siamo legati a simboli o nomi, ma sappiamo con chiarezza chi siamo, alle Europee correremo da soli, poi si vedrà, come ho detto prima, quelle elezioni saranno uno snodo fondamentale per la politica italiana.”

Da esperto politico, secondo lei, come mai i due partiti al governo hanno o avrebbero secondo i sondaggi, una risposta diversa nel loro elettorato? La Lega cresce ed i Grillini perdono consensi, perché secondo lei?

Probabilmente per le scelte dei punti del famoso contatto di governo attorno al quale si è creata questa alleanza. La Lega con Salvini sta mantenendo le promesse elettorali anche perché pur essendo lotte importanti sono economicamente facilmente sostenibili, come ad esempio il controllo dei migranti, decisioni impegnative ma a livello economico non richiedono il reperimento di fondi ulteriori; dall’altra parte Di Maio sta avendo alcune difficoltà a mantenere promesse anche per via dei costi delle loro riforme, una su tutte il Reddito di Cittadinanza.
Quello che critico maggiormente a questo governo è il fatto di non esser riusciti a fare una sintesi, trovare cioè un punto di incontro tra alcune loro riforme, non credo sia fruttuoso spendere ipoteticamente 50 più 50 per Reddito di Cittadinanza e Flat Tax, sarebbe stato giusto ed utile trovare un punto di incontro andando a spendere non più di 60, portando avanti, entrambi i partiti, le loro promesse elettorali, temo si rischi molto…”