Category Archives: Arte e Cultura

SANREMO 2018 MONOLOGO FAVINO -SA(N)REMO RAZZISTI

Pubblicato da Luca Cianflone il 13/02/2018

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Ad una settimana esatta dall’inizio del Festival di Sanremo quale eco ancora ci richiama al concorso canoro? Musica, canzoni, gossip, strafalcioni, ospiti o aspiranti suicidi…?
No!, la voce che ci riporta a parlare di Sanremo è quella di Pierfrancesco Favino, voce prestata ad un commovente e potente monologo sull’estraneità. Certo la mia speranza era che se ne parlasse per riflettere, per far tutti un po’ i conti con noi stessi, riuscendo magari ad immaginarci al posto ” loro “… Invece no! Il grido dell’attore romano è riuscito a far cadere le maschere. Chi ha usato quell’urlo di straniero come nuovo pretesto per parlare di elezioni, per reclamare “par condicio” e far polemica sull’uso della rete pubblica, altro non ha fatto che mostrare una volta di più le sue qualità morali. In che diavolo di mondo siamo? Da quando l’accoglienza, l’uguaglianza, i diritti delle persone, la vita degli esseri umani sono diventati argomenti di UNA parte politica? Perchè criticare un bellissimo ed intenso monologo bollandolo come spot politico?
Personalmente credo sia stato un autogol clamoroso; perchè parlare di buonismo o addossare a Favino intenzioni politiche? Oltre all’ignoranza emersa dal non aver capito il soggetto, traspare da quei politici ( e non solo) la loro volontà di cavalcare e sostenere l’onda del razzismo, sorella del fascismo.
Come nell’antico teatro greco, quando alla fine dello spettacolo gli attori solevano togliersi le maschere e presentarsi per gli applausi, qui non fu l’attore a mostrarsi, le uniche maschere cadute, son quellE dei cavalcatori d’odio, mi auguro non prendano applausi…

MONOLOGO FAVINO

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PROCESSI MAFIA IN TV

Pubblicato da Luca Cianflone il 16/01/2018

Processi di Mafia in diretta TV!

trattativa stato mafia

di Movimento Agende Rosse

 Firma la petizione!


La requisitoria dei Pubblici Ministeri al processo Trattativa Stato-mafia, a prescindere dall’accertamento delle responsabilità penali, delinea un quadro drammatico e inquietante dei rapporti tra mafia, politica, militari e massoneria.
Lo spazio che il processo ha trovato sui media è davvero ridicolo rispetto alla portata delle informazioni che i cittadini avrebbero il diritto di conoscere.
Un paese che dice di voler combattere e sconfiggere la mafia deve dare un messaggio chiaro e preciso ai suoi cittadini.
Come diceva Paolo Borsellino “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene“.
Chiediamo dunque che, sulle reti televisive pubbliche, i processi di Mafia vengano trasmessi in diretta e che ci siano trasmissioni e spazi di approfondimento specifici.

Per approfondimenti potete consultare la nostra pagina Facebook: www.facebook.com/agenderosse
o il nostro sito: www.19luglio1992.com

Firma la petizione!

Questa petizione sarà consegnata a:
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Direttore Generale della Rai
Presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella

ARTICOLO RIPRESO DAL SITO www.19luglio1992.com

IL DOCUMENTARIO “A VERY SICILIAN JUSTICE” CONQUISTA MANCHESTER

Pubblicato da Luca Cianflone il 07/03/2017

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A Very Sicilian Justice, documentario sull’impegno dei pm di Palermo, Di Matteo su tutti, vince il premio come “miglior documentario corto” al Manchester International Film Festival.

Il documentario è stato girato dal regista inglese Paul Sapin, prodotto Toby Follet e narrato dal Premio Oscar Helen Mirren.
Un prodotto ad alto impatto, in grado di raccontare in modo crudo e semplice la lotta alla mafia di questi uomini di Stato, i quali purtroppo si sono spesso dovuti difendere a loro volta da quello Stato in cui si ostinano a credere.

Il successo del documentario è stato totalmente ignorato dai media, pochissime testate, se non quelle da sempre vicine a questi temi, ne hanno dato notizia; non sarà un Oscar, ma riuscire a portare temi come quelli trattati da Sapin in giro per il mondo,  dimostrare l’impegno, l’integrità morale di italiani, siciliani, la considero senza ombra di dubbio ben più di un Oscar!
Esultiamo, magari storcendo il naso per il successo della serie Gomorra, dicendo che racconta il peggio dell’Italia, gioiamo per il successo di qualche anno fa de La Grande Bellezza, ignorando il senso del film, l’immagine triste e decadente che Sorrentino racconta correttamente e magistralmente della nostra Italia; osanniamo tutto ciò e ci dimentichiamo di questo documentario?

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Pochissimi italiani sanno dell’esistenza di questo documentario, lo conoscono più all’estero, ancor di meno sapranno del successo che sta raccogliendo in tutto il mondo.
Voi mi potreste obiettare il fatto che non sia un prodotto italiano, ma cosa c’è di più italiano dei pm che rischiano la vita, sacrificandola per il bene della NOSTRA società?!
La verità è che Di Matteo e colleghi continuano ad essere scomodi per i governanti; cambiano i nomi, i partiti, i presidenti, ma il processo Trattativa Stato-mafia preferirebbero insabbiarlo! Unica voce fuori dal coro il Movimento 5 Stelle, il quale spesso ha manifestato il suo appoggio ai pubblici ministeri.
L’ultimo episodio esplicativo si è verificato qualche settimana fa: il boss Totò Riina durante un’udienza del suddetto processo, udienze alle quali Toto ” u curtu” raramente non presenzia, terminate le audizioni dei testi della procura di Palermo, venne interpellato dal presidente per la possibilità di essere sentito dai pm, il Riina si dichiarò pronto a rispondere. La notizia rimbalzò su tutti i tg e giornali: ” il boss ha deciso di parlare!”
Pochi giorni dopo, gli venne chiesta conferma del suo intento, ma misteriosamente, il boss che andò contro quasi tutta cosa nostra, perseguendo nella sua guerra allo Stato nei primi anni novanta, scaturendo una risposta repressiva intrapresa delle forze dell’ordine, quest’uomo dicevo, aveva cambiato idea, non avrebbe più risposto… La notizia scivolò via in silenzio, il mainstream non volle approfondire i motivi del ripensamento del capo dei capi, passò tutto sotto silenzio, come tutto il resto del processo.

Va da sè, che il mutismo con il quale è stato accompagnato il documentario non mi stupisce, mi indigna ma non mi posso aspettare altro da questo Stato, da questa informazione… Insomma, A very italian story…

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