Category Archives: Arte e Cultura

PROCESSI MAFIA IN TV

Pubblicato da Luca Cianflone il 16/01/2018

Processi di Mafia in diretta TV!

trattativa stato mafia

di Movimento Agende Rosse

 Firma la petizione!


La requisitoria dei Pubblici Ministeri al processo Trattativa Stato-mafia, a prescindere dall’accertamento delle responsabilità penali, delinea un quadro drammatico e inquietante dei rapporti tra mafia, politica, militari e massoneria.
Lo spazio che il processo ha trovato sui media è davvero ridicolo rispetto alla portata delle informazioni che i cittadini avrebbero il diritto di conoscere.
Un paese che dice di voler combattere e sconfiggere la mafia deve dare un messaggio chiaro e preciso ai suoi cittadini.
Come diceva Paolo Borsellino “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene“.
Chiediamo dunque che, sulle reti televisive pubbliche, i processi di Mafia vengano trasmessi in diretta e che ci siano trasmissioni e spazi di approfondimento specifici.

Per approfondimenti potete consultare la nostra pagina Facebook: www.facebook.com/agenderosse
o il nostro sito: www.19luglio1992.com

Firma la petizione!

Questa petizione sarà consegnata a:
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Direttore Generale della Rai
Presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella

ARTICOLO RIPRESO DAL SITO www.19luglio1992.com

IL DOCUMENTARIO “A VERY SICILIAN JUSTICE” CONQUISTA MANCHESTER

Pubblicato da Luca Cianflone il 07/03/2017

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A Very Sicilian Justice, documentario sull’impegno dei pm di Palermo, Di Matteo su tutti, vince il premio come “miglior documentario corto” al Manchester International Film Festival.

Il documentario è stato girato dal regista inglese Paul Sapin, prodotto Toby Follet e narrato dal Premio Oscar Helen Mirren.
Un prodotto ad alto impatto, in grado di raccontare in modo crudo e semplice la lotta alla mafia di questi uomini di Stato, i quali purtroppo si sono spesso dovuti difendere a loro volta da quello Stato in cui si ostinano a credere.

Il successo del documentario è stato totalmente ignorato dai media, pochissime testate, se non quelle da sempre vicine a questi temi, ne hanno dato notizia; non sarà un Oscar, ma riuscire a portare temi come quelli trattati da Sapin in giro per il mondo,  dimostrare l’impegno, l’integrità morale di italiani, siciliani, la considero senza ombra di dubbio ben più di un Oscar!
Esultiamo, magari storcendo il naso per il successo della serie Gomorra, dicendo che racconta il peggio dell’Italia, gioiamo per il successo di qualche anno fa de La Grande Bellezza, ignorando il senso del film, l’immagine triste e decadente che Sorrentino racconta correttamente e magistralmente della nostra Italia; osanniamo tutto ciò e ci dimentichiamo di questo documentario?

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Pochissimi italiani sanno dell’esistenza di questo documentario, lo conoscono più all’estero, ancor di meno sapranno del successo che sta raccogliendo in tutto il mondo.
Voi mi potreste obiettare il fatto che non sia un prodotto italiano, ma cosa c’è di più italiano dei pm che rischiano la vita, sacrificandola per il bene della NOSTRA società?!
La verità è che Di Matteo e colleghi continuano ad essere scomodi per i governanti; cambiano i nomi, i partiti, i presidenti, ma il processo Trattativa Stato-mafia preferirebbero insabbiarlo! Unica voce fuori dal coro il Movimento 5 Stelle, il quale spesso ha manifestato il suo appoggio ai pubblici ministeri.
L’ultimo episodio esplicativo si è verificato qualche settimana fa: il boss Totò Riina durante un’udienza del suddetto processo, udienze alle quali Toto ” u curtu” raramente non presenzia, terminate le audizioni dei testi della procura di Palermo, venne interpellato dal presidente per la possibilità di essere sentito dai pm, il Riina si dichiarò pronto a rispondere. La notizia rimbalzò su tutti i tg e giornali: ” il boss ha deciso di parlare!”
Pochi giorni dopo, gli venne chiesta conferma del suo intento, ma misteriosamente, il boss che andò contro quasi tutta cosa nostra, perseguendo nella sua guerra allo Stato nei primi anni novanta, scaturendo una risposta repressiva intrapresa delle forze dell’ordine, quest’uomo dicevo, aveva cambiato idea, non avrebbe più risposto… La notizia scivolò via in silenzio, il mainstream non volle approfondire i motivi del ripensamento del capo dei capi, passò tutto sotto silenzio, come tutto il resto del processo.

Va da sè, che il mutismo con il quale è stato accompagnato il documentario non mi stupisce, mi indigna ma non mi posso aspettare altro da questo Stato, da questa informazione… Insomma, A very italian story…

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GIORNATA DELLA MEMORIA

Pubblicato da Luca Cianflone il 27/01/2017

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Vorrei che la giornata della memoria fosse tutti i giorni, vorrei che ogni mattina, al suono della sveglia, al canto del gallo, o al primo raggio di sole che ci accarezza il volto, vorrei che ricordassimo cosa è stato! Cosa l’uomo è stato in grado di pensare, sostenere, credere, accettare e dimenticare… Vorrei che tutti sapessero che gli ebrei non furono perseguitati all’improvviso, vorrei sapessero dei molti Stati occidentali in cui i discendenti di Giacobbe venivano cacciati ed insultati. Vorrei sapessero che molti anni prima dell’olocausto migliaia di ebrei furono obbligati ad emigrare… Considererei valore che il popolo sapesse che gli Stati sapevano… Vorrei inoltre che non si pensasse che quello fu un inferno non ripetibile, che i nazisti fossero demoni risaliti dalle bolge infernali per far peccare l’uomo come non mai… Il nazismo è stato un lento e continuo abbandono della carità, della misericordia, dell’accoglienza e dell’integrazione con il diverso, diverso poi da chi ed in che cosa?; una lenta ed inesorabile marcia verso i nostri istinti più nascosti e verecondi; uomini come noi, hanno lasciato convincersi che i fallimenti della società, che le proprie sfortune altro non fossero che responsabilità delle minoranze, persuasi che la loro società non dovesse occuparsi dei più sfortunati e deboli, in una esplosione di nazionalismo esaltato dalle menzogne sulla razza ariana…

The Sun il 6/6/1915 scrive: 
6.000.000 di Ebrei in Russia, la metà degli Ebrei del mondo, sono perseguitati, cacciati, umiliati, torturati, fatti morie di fame, migliaia di essi massacrati, oltraggiati, depredati…

The New York Times il 18/10/1918 scrive:
6.000.000 di Ebrei hanno bisogno di aiuto…

The New York Times il 8/9/1919 scrive:
In Ucraina 6.000.000 di Ebrei sono in pericolo… 6.000.000 di ebrei in Ucraina e in Polonia hanno ricevuto la notizia che stanno per essere completamente sterminati

The New York Times il 12/11/1919 scrive:
6.000.000 di Ebrei, la metà degli ebrei del mondo, in Europa sono stati ridotti in condizioni di povertà, fame e malattia…

Questo è stato, ma si badi bene che non fu un caso unico ed irripetibile, decisione di un folle, un lucifero ribelle scaraventato sulla terra per la propria ribellione, Hitler senza le nostre paure, la nostra ignoranza, i nostri istinti animaleschi, il nostro egoismo, non sarebbe stato altro che un pazzo, un criminale con idee assurde. Arrivo a dire che senza le nostre paure ed egoismi, Hitler non ci sarebbe stato, non avrebbe potuto cavalcare l’onda di malcontento e infrangersi contro gli ebrei semplicemente perchè non ci sarebbe stata nessun’onda!
Gli ebrei altro non furono che un capro espiatorio, un popolo senza terra, senza governo, senza Stato, con i quali fu facile prendersela.
Il tempo passa, i nomi cambiano ma gli istinti negativi dentro di noi sono pronti ad esplodere in ogni momento, non aspettano altro che un’idea più o meno politica che gli conceda ragioni ed attenuanti, poco importa quanto egoistiche ed assurde sembrino, se in realtà poco ci si creda, non aspettiamo altro se non un Hitler che ci dica che i nostri insuccessi, i nostri problemi, derivino, non da una società malata, da governi ormai fantocci sotto scacco di potenti che hanno ormai tutti i bottoni di tutte le stanze dei bottoni, ma nascano dallo straniero, dal diverso, dallo sconosciuto che viene a privarci delle poche briciole che il nostro governo ci ha concesso, poco ci frega se a lui quelle poche briciole le hanno tolte da tempo…
I nazionalismi dovrebbero difendere la propria come l’altrui sovranità, incentivare la fratellanza con le altre culture, conoscere e farsi conoscere dall’altro, dove c’è conoscenza c’è rispetto, non paura! Se questo fosse oggi il nazionalismo ben venga, riprendersi un po’ di sovranità perduta non farebbe certo male, ma questo non deve significare costruire muri, l’accoglienza e l’integrazione dovrebbero essere cardini portanti di una nazione, i muri non farebbero altro che chiudere noi stessi all’ombra di migliaia di mattoni fatti di odio, egoismo e paura…

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Per questi motivi vorrei che la giornata della memoria fosse tutti i giorni, vorrei che ogni mattina, al suono della sveglia, al canto del gallo, o al primo raggio di sole che ci accarezza il volto, vorrei che ricordassimo cosa è stato! Cosa l’uomo è stato in grado pensare, sostenere, credere, accettare e dimenticare…