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SENATORE LA RUSSA INCONTRA I GIOVANI DI FRATELLID’ITALIA

Pubblicato da Luca Cianflone il 17/10/2018

Giovedì 11 ottobre presso la Sala Consiliare si è svolto l’incontro “ La Comunità Che Avanza”, un’iniziativa del Movimento Giovanile e Destra, Fratelli D’Italia e MSI.
Ha presenziato ed aperto la serata il Sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai; oltre a lui presenti altri esponenti locali vicini politicamente a Fratelli d’Italia come il Sindaco di Turbigo Garavaglia, C. Lattuada rappresentante locale di FDI e l’Assessore alle Politiche Sociali di Corsico Fabio Raimondo.
A completare la lista di relatori insieme a diversi esponenti dei partiti organizzatori, l’On. Paola Frassinetti, Carlo Fidanza ed il Senatore Ignazio La Russa; moderatore dell’incontro il giornalista Renato Besana del giornale Libero.

Il sindaco Nai ha aperto la serata ricordando il suo impegno giovanile, la sua carriera ed il percorso che lo ha portato ad esser sindaco, esortando i giovani a far politica e soprattutto, tema ricorrente della serata, si è raccomandato di non aver fretta, ma compiere un percorso politico serio e per quanto possibile completo, rimarcando l’importanza della “ gavetta”.
Successivamente a Nai è intervenuto il sindaco di Turbigo, salutando anche lui i giovani e sottolineando il loro entusiasmo.

Gli interventi dei relatori si sono susseguiti in rapida successione, da Morani di FDI all’On. Paola Frassinetti, temi ricorrenti della serata sono stati la storia, personale e dei movimenti, che i presenti hanno vissuto, le difficoltà che ieri più di oggi le persone di Destra hanno dovuto affrontare, gli scontri e le loro lotte per ottenere un loro spazio politico e sociale, l’importanza della militanza e la necessità per i movimenti giovanili di un legame forte ma non forzato con il partito dei “ grandi”.
I presenti si sono confrontati anche sui temi attuali, sui voti e soprattutto alcuni temi che la Lega ha “ preso in prestito” e su quanto sia fondamentale capire come crescere e prendere quella fetta di elettori di Destra.

Circa a metà serata, durante l’intervento di Lattuada, è arrivato il Senatore La Russa, il quale finito l’intervento precedente e stimolato dalla brillante conduzione del moderatore Besana, ha monopolizzato l’attenzione dei presenti.
Il Sentore ha anche lui ricordato il suo passato e le lotte di quegli anni, ma il suo intervento è stato più mirato all’oggi e a quello che i giovani militanti dovrebbero aspettarsi ed auspicarsi. Anche lui ha rimarcato l’importanza del percorso politico e della militanza, ma soprattutto ha consigliato ai giovani di non avere fretta e non aver voglia di essere eletti a tutti i costi, perché questi aspetti potrebbero portare a spaccamenti interni al movimento o delusioni personali tali da far passare l’impegno politico in secondo piano. Anche per lui sarebbe, ed è, fondamentale che la politica dei “grandi” attinga dal bacino dei movimenti giovanili, quindi dando valore a questi ed andando a premiare chi ha fatto seriamente politica e militanza sin da giovane.
La Russa, reduce da giorni caldi in parlamento, ha aggiornato i presenti sui temi presenti in queste settimane sul tavolo del governo, non entrando nello specifico ma rimarcando i punti che Fratelli d’Italia condivide, come ad esempio l’impegno sull’immigrazione, e criticando invece le politiche sociali intraprese, queste maggiormente volute da M5S.
Un interessante aspetto dell’intervento del Senatore è stato quello inerente ai simboli esteriori della destra, un tema sicuramente scottante e sentito. La Russa ha ricordato l’importanza di abbandonare, o meglio riporre in sgabuzzino, tutti quei simboli ed orpelli fascisti, pur non rinnegandoli, ritiene sia fondamentale che essi siano trascurati, per evitare fraintendimenti all’esterno e dare facile appiglio a chi volesse attaccare i movimenti di destra; ciò, ha proseguito La Russa, è quello che li contraddistingue da altri movimenti di destra.
Il Senatore, da esperto politico quale è, ha poi pronosticato il possibile futuro del governo in carica, ricordando il punto di svolta che potrebbero rappresentare le Elezioni Europee del prossimo anno e quindi l’esigenza di farsi trovare pronti ed attenti nel panorama politico che si potrebbe andare a disegnare nel caso in cui l’alleanza Lega-M5S dovesse saltare. Facendo questo e salutando i presenti ha confermato la piena fiducia in Giorgia Meloni ed aperto ad una possibile futura alleanza di un grande partito di centro-destra.

In chiusura di serata abbiamo avvicinato il Senatore e gli abbiamo posto alcune domande:
Come pensate di andare a riprendervi i voti che la Lega potrebbe avervi sottratto andando a coprire dei temi che per voi sono sempre stati centrali nel vostro impegno politico?
“ In realtà in termini di numeri non ci hanno preso voti, anzi siamo cresciuti di anno in anno come partito, certo senza la Lega avemmo probabilmente preso più voti. Questo però non deve farci abbandonare o cambiare alcune delle nostre lotte, potrebbe essere un bene che anche altri partiti ora scoprano l’importanza di alcuni temi da noi promossi da anni; sarà importante esser fedeli a noi stessi ed avere un indirizzo chiaro e deciso, così continueremo a crescere.”

Entrando nello specifico, cosa non la convince delle riforme e delle intenzioni del governo?

“Molto di quello che arriva dal Movimento 5 Stelle, essendo un partito più riconducibile a sinistra, molte delle loro proposte sono in contrasto con le idee di Fratelli d’Italia. Quindi dal “Reddito di Cittadinanza”, ai temi sulla famiglia e l’intenzione di andare a pescare fondi a sostegno delle loro iniziative dalla Difesa, cosa che per noi è strategicamente e simbolicamente inaccettabile.”

Berlusconi pare si sia fatto da parte, attorno a chi si potrà unire una grande coalizione di centrodestra?

“ Berlusconi, come d’altronde il sottoscritto, ha dovuto fare un passo indietro, il suo errore è stato probabilmente quello di non aver creato o preparato il suo partito ad avere un suo successore, una figura forte che guidasse i suoi una volta che lui si fosse fatto da parte.
Comunque vedremo, siamo un partito aperto e disponibile al dialogo ed al confronto, non siamo legati a simboli o nomi, ma sappiamo con chiarezza chi siamo, alle Europee correremo da soli, poi si vedrà, come ho detto prima, quelle elezioni saranno uno snodo fondamentale per la politica italiana.”

Da esperto politico, secondo lei, come mai i due partiti al governo hanno o avrebbero secondo i sondaggi, una risposta diversa nel loro elettorato? La Lega cresce ed i Grillini perdono consensi, perché secondo lei?

Probabilmente per le scelte dei punti del famoso contatto di governo attorno al quale si è creata questa alleanza. La Lega con Salvini sta mantenendo le promesse elettorali anche perché pur essendo lotte importanti sono economicamente facilmente sostenibili, come ad esempio il controllo dei migranti, decisioni impegnative ma a livello economico non richiedono il reperimento di fondi ulteriori; dall’altra parte Di Maio sta avendo alcune difficoltà a mantenere promesse anche per via dei costi delle loro riforme, una su tutte il Reddito di Cittadinanza.
Quello che critico maggiormente a questo governo è il fatto di non esser riusciti a fare una sintesi, trovare cioè un punto di incontro tra alcune loro riforme, non credo sia fruttuoso spendere ipoteticamente 50 più 50 per Reddito di Cittadinanza e Flat Tax, sarebbe stato giusto ed utile trovare un punto di incontro andando a spendere non più di 60, portando avanti, entrambi i partiti, le loro promesse elettorali, temo si rischi molto…”

ROBERTO SAVIANO E L’ODIO SEMINATO DA SALVINI

Pubblicato da Luca Cianflone il 19/06/2018

Assurdi molti dei suoi post, allucinanti alcune sue accuse, ma il tweet in cui paventa la scelta di togliere la scorta a Roberto Saviano è qualcosa che nessuno, nemmeno il suo più accanito sostenitore dovrebbe poter accettare.
Il livore di Matteo Salvini in questi ultimi mesi ha raggiunto livelli paradossali, smascherandolo per quello che è…
Queste minacce si sono susseguite ed incrementate durante lo scontro sul tema dei migranti.

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Il motto ” prima gli italiani ” e la sua efficacia sui nostri ( vostri ) istinti ed emozioni è per me comprensibile;  per la maggioranza che appoggia Salvini e non è razzista, con questi ultimi non mi interessa parlare, il messaggio ha colpito nel segno, a furia di ripeterlo,  molti si sono convinti che la soluzione per uscire dalla crisi sia l’abbattere i costi dell’immigrazione, i famosi 5 miliardi! Poco importa che vi sia stato spiegato la natura di questi soldi, e che comunque non potremmo usarli per altro; tralasciamo questo, io mi chiedo solo perchè non mettiate così tanta foga e rabbia esigendo una lotta ferrea contro mafia e corruzione, lì i miliardi  (tralascio l’aspetto etico e morale che dovrebbe bastare da solo) , sono circa 300! Altro che 5.
Dicendo ciò, non significa negare i problemi dell’immigrazione, tutt’altro. Se avessimo la mente lucida e la usassimo per bene, dimenticando la voce della pancia, della rabbia, pretenderemmo da quella lotta gli investimenti che mancano per noi italiani. Mafia e corruzione vanno colpite anche nell’ambito dell’immigrazione. Nessuno nega, tanto meno Saviano, il fatto che molto spesso mafiosi e para-mafiosi lucrino su tale fenomeno; questo accade però perchè manca lo Stato. Non possiamo accusare per esempio le Ong di collaborare con gli scafisti, non può spettare a loro la repressione, loro soccorrono vite, è lo Stato che a volte le obbliga a trattare ed essere sfruttate dai trafficanti.

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La risposta a questo problema pare ve l’abbia data Salvini: smettiamola di soccorrere e prima o poi la finiranno…
Ammesso e concesso che davvero crediate possibile di poter diminuire in tal modo le partenze, tra quel ” prima ” e quel “poi”, vi siete chiesti cosa ci sia? O meglio chi vi sia, quali e quante vite ci siano tra quelle che per voi sono solo due parole?
Meno impegno dello Stato, meno investimenti, meno accoglienza non significa altro che meno controlli e questo porterà ad aumentare il traffico di esseri umani di mafiosi e trafficanti.
La soluzione? Non esiste una soluzione semplice ad un tema del genere…
Bisognerebbe partire dal perchè si siano destabilizzati certi paesi, chi ne abbia tratto giovamento… Bisognerebbe parlare di quei paesi che noi chiamiamo moderati solo perchè comprano le armi da noi o in cambio di soldi tengono migranti segregati in lager e che spesso hanno tratto giovamento da queste guerre e le hanno incentivate.
I temi sarebbero molti, i problemi alla radice diversi, ma l’atteggiamento del Ministro Salvini non può essere la risposta a questi.
L’Europa potrebbe far di più? Certo, deve! Ci sono situazioni critiche di mancata integrazione sulle quali agire? Giustissimo!
Ma tutto questo non deve esser discusso sulle spalle di essere umani; il salvataggio, l’accoglienza e l’integrazione devono essere capisaldi del nostro Stato, perchè solo passando da lì potremo un giorno guardarci indietro con soddisfazione, sapendo che il nostro Stato, cioè noi, avremo fatto il massimo.

Tornando all’orrendo messaggio di Salvini e sulla minaccia di levare la scorta a Saviano, ricordo che è lo Stato, le forze dell’ordine e la magistratura, a ordinare la scorta per un soggetto. Saviano potrà starvi antipatico quanto volete, opinioni personali che non condivido ma accetto, quello che però nessuno credo debba accettare è che un politico, ora ministro, possa permettersi di minacciare un privato cittadino di annullargli quella protezione che lo Stato ha ritenuto di assegnarli perchè ha riscontrato un pericolo per la sua incolumità.
Se Salvini rispettasse davvero il lavoro delle forze dell’ordine, quindi le loro valutazioni, sarebbe come  voler condannare Roberto Saviano, uno scrittore, un giornalista, un italiano, un uomo.
Chiunque poi conosca minimamente le vite e le storie di chi è ” condannato ” dalle mafie a viver sotto scorta, non potrebbe mai dire o condividere un’assurdità del genere, tanto più criticare Saviano non perchè dice cose sbagliate, ma perchè ha la scorta, vive all’estero ed è pagato… Saviano ha la scorta perchè lo Stato crede che sia in costante pericolo, camorristi intercettati ne hanno comandato l’uccisione, aspettano forse che la gente lo critichi e attacchi, come molti, caricati da Salvini, stanno facendo in queste settimane… Saviano vive all’estero per la sua sicurezza e per una parvenza di vita normale, una parvenza ribadisco. Saviano è pagato perchè è un divulgatore, è uno scrittore ed è un pensatore, quello è il suo lavoro.
Quindi criticate pure i temi, la sua visone, dite che è presuntuoso, saccente, antipatico, che non vi piace come scrittore  e neanche come pensatore, ma lasciate fuori tutto il resto…

KIM JONG-UN E MOON JAE-IN, PICCOLO PASSO PER LORO MA UN GRANDE PASSO PER LA COREA…FORSE…

Pubblicato da Luca Cianflone il 27/04/2018

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Kim Jong-un e Moon poche ore fa si sono finalmente incontrati e rispettivamente invitati a varcare il famigerato confine tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, il famosissimo 38^ Parallelo.
Che cos’è il 38^ parallelo, cosa rappresenta, perchè è considerato un gesto che rimarrà nella storia?
Bene, immaginate sia simile al Muro di Berlino, quello cadde nel 1989, oggi potrebbe esserne ” caduto ” un altro; quell’episodio fu, secondo i libri di storia, l’evento che decretò la fine della Guerra Fredda, ecco, l’incontro di oggi lo si potrebbe paragonare a quello.
Poco male se la Guerra Fredda in realtà non si sia mai conclusa, specialmente per gli Usa, l’attraversamento del parallelo potrebbe effettivamente essere il primo e più importante passo per il riavvicinamento dei due Paesi.
Kim Jong-un e Moon hanno scritto oggi un’importante pagine di storia, l’augurio di tutti è che quello odierno sia un inizio effettivo, reale e concreto. Il processo sarà inevitabilmente lungo e complicato, ma il gesto di oggi è carico di significati positivi.
I due Stati sono ormai agli antipodi sotto molti aspetti, partendo dalla cultura, arrivando alla politica, passando inevitabilmente dal sistema economico e sociale. La Corea di Moon è praticamente uno Stato occidentale sotto tutti i punti di vista, roccaforte americana nel pacifico, la Corea del Sud negli ultimi decenni ha potuto aprirsi al mondo ed inseguire, in alcuni ambiti superare, il capitalismo occidentale, diventando una delle più forti economie asiatiche.
La Corea di Kim, anzi della dinastia Kim, nonno padre ed oggi il nipote, è letteralmente l’opposto. Economia e politica praticamente chiuse ermeticamente in se stese, con l’ideale di essere indipendenti ed autosufficienti, aspirazione però sempre tradita e questo ha portato il Paese e soprattutto gli abitanti ad affrontare anni di fame, una vera e propria crisi umanitaria. La Corea non è, difficilmente avrebbe potuto, economicamente autosufficiente, non dispone di quelle materie prime che occorrerebbero e quelle che possiede non riesce a trattarle per carenze tecnologiche. Per questi motivo avrebbe, come ha scelto di fare la sua sorella del sud, bisogno di aprirsi al mondo per potersi sviluppare e migliorare la situazione economica dei cittadini; questo quindi l’augurio di oggi.

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Come siamo arrivati a questa situazione va ricordato o raccontato perlomeno partendo dalla Seconda Guerra Mondiale.
Dopo una violenta occupazione giapponese nella prima metà del 900, dopo la sconfitta dei nipponici nella Seconda Guerra Mondiale, la Corea, a quell’epoca ancora unita, venne divisa in due Stati, la Corea del Nord sotto patronato russo e quella del Sud sotto il controllo statunitense.
Le due Superpotenze hanno usato quello scenario per proseguire la loro lotta tra capitalismo e comunismo, lotta che forse per gli occidentali può esser stata fredda, ma per i coreani o per esempio afghani o vietnamiti, tanto fredda non è stata.
Torniamo così all’ inizio di questo articolo: quello di oggi non è altro che l’ennesimo capitolo dell’infinita Guerra fredda; oggi l’influenza americana è ancora dominante al sud del 38^ parallelo, mentre dopo la caduta dell’URSS, la dinastia Kim si è maggiormente avvicinata alla Cina, instaurando forzatamente un rapporto economico di dipendenza, che ha permesso al Paese di iniziare una lentissima ripresa ed uscire dalla fame degli anni susseguente al crollo comunista.
I problemi oggi rimangono enormi, spesso la questione del nucleare, le intemperanze di Kim Jong-un o le trovate giornalistiche, hanno relegato in secondo piano il vero problema nord coreano: cioè la crisi sociale ed umanitaria in cui annaspa ormai da decenni la Corea del Nord. C’è quindi da augurarsi che questa passeggiata sul quel dannato confine non sia tanto una svolta per la questione nucleare, problema presente ma per me marginale rispetto a tutto il contesto coreano; confrontare la potenza militare e tecnologica di Kim rispetto a quella americana, sarebbe come paragonare un ventilatore ad un acceleratore di particelle, non scherziamo…
Bene se Kim deciderà di rinunciare ai missili ( ne dubito, rappresentano per lui e per il Partito l’unica ancora di salvezza dall’invasione capitalista ed americana, paura instaurata nella cultura nord coreana da decenni), ma quel che più dovrebbe premerci, dovrebbe essere una maggiore apertura della politica e della società di Pyongyang, permettendo così al popolo di prendere coscienza del mondo circostante, dei diritti umani e di libertà che meriterebbe ogni individuo.

Durante l’incontro tra i due leader pare sia andato tutto bene, si è parlato di quello che il mondo dei media voleva ed in realtà poco della situazione umanitaria, ma questo speriamo sia solo l’inizio; difficile una riunificazione reale del Paese, non converrebbe nemmeno alla Corea del Sud, la quale vedrebbe la propria ricchezza diminuire sensibilmente, speriamo almeno in un dialogo ed in uno scambio di risorse, non solo economiche, molto più concreto ed aperto, auspichiamoci come detto dal Presidente Moon che quel gradino sul 38^ parallelo segnante il confine, sia consumato a furia di passandoci sopra!

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