Category Archives: Politica Interna

ROBERTO SAVIANO E L’ODIO SEMINATO DA SALVINI

Pubblicato da Luca Cianflone il 19/06/2018

Assurdi molti dei suoi post, allucinanti alcune sue accuse, ma il tweet in cui paventa la scelta di togliere la scorta a Roberto Saviano è qualcosa che nessuno, nemmeno il suo più accanito sostenitore dovrebbe poter accettare.
Il livore di Matteo Salvini in questi ultimi mesi ha raggiunto livelli paradossali, smascherandolo per quello che è…
Queste minacce si sono susseguite ed incrementate durante lo scontro sul tema dei migranti.

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Il motto ” prima gli italiani ” e la sua efficacia sui nostri ( vostri ) istinti ed emozioni è per me comprensibile;  per la maggioranza che appoggia Salvini e non è razzista, con questi ultimi non mi interessa parlare, il messaggio ha colpito nel segno, a furia di ripeterlo,  molti si sono convinti che la soluzione per uscire dalla crisi sia l’abbattere i costi dell’immigrazione, i famosi 5 miliardi! Poco importa che vi sia stato spiegato la natura di questi soldi, e che comunque non potremmo usarli per altro; tralasciamo questo, io mi chiedo solo perchè non mettiate così tanta foga e rabbia esigendo una lotta ferrea contro mafia e corruzione, lì i miliardi  (tralascio l’aspetto etico e morale che dovrebbe bastare da solo) , sono circa 300! Altro che 5.
Dicendo ciò, non significa negare i problemi dell’immigrazione, tutt’altro. Se avessimo la mente lucida e la usassimo per bene, dimenticando la voce della pancia, della rabbia, pretenderemmo da quella lotta gli investimenti che mancano per noi italiani. Mafia e corruzione vanno colpite anche nell’ambito dell’immigrazione. Nessuno nega, tanto meno Saviano, il fatto che molto spesso mafiosi e para-mafiosi lucrino su tale fenomeno; questo accade però perchè manca lo Stato. Non possiamo accusare per esempio le Ong di collaborare con gli scafisti, non può spettare a loro la repressione, loro soccorrono vite, è lo Stato che a volte le obbliga a trattare ed essere sfruttate dai trafficanti.

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La risposta a questo problema pare ve l’abbia data Salvini: smettiamola di soccorrere e prima o poi la finiranno…
Ammesso e concesso che davvero crediate possibile di poter diminuire in tal modo le partenze, tra quel ” prima ” e quel “poi”, vi siete chiesti cosa ci sia? O meglio chi vi sia, quali e quante vite ci siano tra quelle che per voi sono solo due parole?
Meno impegno dello Stato, meno investimenti, meno accoglienza non significa altro che meno controlli e questo porterà ad aumentare il traffico di esseri umani di mafiosi e trafficanti.
La soluzione? Non esiste una soluzione semplice ad un tema del genere…
Bisognerebbe partire dal perchè si siano destabilizzati certi paesi, chi ne abbia tratto giovamento… Bisognerebbe parlare di quei paesi che noi chiamiamo moderati solo perchè comprano le armi da noi o in cambio di soldi tengono migranti segregati in lager e che spesso hanno tratto giovamento da queste guerre e le hanno incentivate.
I temi sarebbero molti, i problemi alla radice diversi, ma l’atteggiamento del Ministro Salvini non può essere la risposta a questi.
L’Europa potrebbe far di più? Certo, deve! Ci sono situazioni critiche di mancata integrazione sulle quali agire? Giustissimo!
Ma tutto questo non deve esser discusso sulle spalle di essere umani; il salvataggio, l’accoglienza e l’integrazione devono essere capisaldi del nostro Stato, perchè solo passando da lì potremo un giorno guardarci indietro con soddisfazione, sapendo che il nostro Stato, cioè noi, avremo fatto il massimo.

Tornando all’orrendo messaggio di Salvini e sulla minaccia di levare la scorta a Saviano, ricordo che è lo Stato, le forze dell’ordine e la magistratura, a ordinare la scorta per un soggetto. Saviano potrà starvi antipatico quanto volete, opinioni personali che non condivido ma accetto, quello che però nessuno credo debba accettare è che un politico, ora ministro, possa permettersi di minacciare un privato cittadino di annullargli quella protezione che lo Stato ha ritenuto di assegnarli perchè ha riscontrato un pericolo per la sua incolumità.
Se Salvini rispettasse davvero il lavoro delle forze dell’ordine, quindi le loro valutazioni, sarebbe come  voler condannare Roberto Saviano, uno scrittore, un giornalista, un italiano, un uomo.
Chiunque poi conosca minimamente le vite e le storie di chi è ” condannato ” dalle mafie a viver sotto scorta, non potrebbe mai dire o condividere un’assurdità del genere, tanto più criticare Saviano non perchè dice cose sbagliate, ma perchè ha la scorta, vive all’estero ed è pagato… Saviano ha la scorta perchè lo Stato crede che sia in costante pericolo, camorristi intercettati ne hanno comandato l’uccisione, aspettano forse che la gente lo critichi e attacchi, come molti, caricati da Salvini, stanno facendo in queste settimane… Saviano vive all’estero per la sua sicurezza e per una parvenza di vita normale, una parvenza ribadisco. Saviano è pagato perchè è un divulgatore, è uno scrittore ed è un pensatore, quello è il suo lavoro.
Quindi criticate pure i temi, la sua visone, dite che è presuntuoso, saccente, antipatico, che non vi piace come scrittore  e neanche come pensatore, ma lasciate fuori tutto il resto…

BERLUSCONI E MAFIA – QUEL PASSATO ORMAI IGNORATO…

Pubblicato da Luca Cianflone il 27/02/2018

Stato-mafia: Corte ammette deposizione Napolitano

D. Silvio Berlusconi è in condizioni di influenzare ancora questo paese. Cosa significa questo per l’Italia?
R. C’è una sentenza definitiva che afferma che dal 1974 al 1992 Berlusconi ha mantenuto rapporti con la mafia siciliana. La finanziò, diede loro denaro. La cosa preoccupante non è solo che ancora lui conti qualcosa a livello politico, ma che nessuno parli di quei rapporti dimostrati con sentenza definitiva. Incluso i giornalisti lo ignorano. Al di là delle idee politiche di ognuno, i fatti dovrebbero essere sempre ricordati.

D. Cosa significherebbe il suo ritorno in prima linea?
R. Cito un dato: rappresenterebbe il ritorno alla guida del paese di un soggetto con una sentenza definitiva sulle spalle, riconosciuto come persona che ha mantenuto rapporti con Cosa Nostra per almeno 20 anni, fino a quando Cosa Nostra iniziò gli attentati. Un soggetto che ha finanziato economicamente la mafia nel periodo in cui furono uccise decine di persone delle istituzioni. Non è una mia opinione. È un fatto riconosciuto dalla Corte Suprema.

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Queste sono due delle diverse risposte date dal pm Nino Di Matteo, oggi sostituto procuratore alla DNA, al giornalista de ” El Pais ” Daniel Verdù, nel corso di un’intervista incentrata sul tema delle ingerenze mafiose nella politica nostrana ( oggi e ieri ) e nelle prossime elezioni.
Domande che spesso gran parte della stampa italiana preferisce evitare, temendone le risposte…
Qui troverete l’articolo completo. 

Il magistrato ha da poco concluso il suo lavoro a Palermo nel processo ” Trattativa Stato-mafia”, uscendo da ciò ha ben presente, sarebbe bene lo avessimo anche noi, quanto cosa nostra abbia avuto ed abbia tutt’ora la capacità di influenzare, indirizzare e financo obbligare la politica in determinate scelte.
Oltre ad aver sottolineato ciò, Di Matteo ha voluto rimarcare quanto i partiti e molto spesso l’informazione, sottovalutino e sovente ignorino il tema della lotta alle mafie.
Esemplificativo di suddetto difetto italico è l’atteggiamento di noncuranza dei rapporti dimostrati, confessati e condannati di Silvio Berlusconi con cosa nostra!
Va da se che a colpire sul tema non possa esser certo chi grazie a questi rapporti ha visto crescere le proprie attività, non chiediamo tanto!, no, a stupirci ( chissà perchè ancora ) ed irritarci  è l’atteggiamento di chi a costui dovrebbe esser avverso…
Ad eccezione del Movimento 5 Stelle, nessun partito pare voglia attaccare o quantomeno domandare come sia possibile che un soggetto invischiato e legato in patti con mafia e collusi vari, possa ancora candidarsi per la guida del Paese e soprattutto come diavolo possa contare su un sostegno elettorale non già esiguo, costituito da figli, figliocci e casalinghe di Voghera, ma altresì pare che codesto ” Cavaliere ” goda di un esercito elettorale in continua crescita…
Ora, io mi chiedo, anzi vi chiedo: perchè gli avversari politici non ” distruggono ” Berlusconi ricordando agli elettori i suoi DIMOSTRATI  rapporti con soggetti mafiosi?
Le risposte che mi balenano in mente sono tre: prima, credono che l’aver avuto rapporti con la mafia non influenzi il giudizio degli elettori.
Seconda, temono che spingere su quel tema possa finire per aprire armadi scomodi, stracolmi di scheletri, non tutti del solo accusato…
Terza, sanno che le mafie, oggi forse più di ieri, portano voti, molti voti e spesso già li hanno portati… omertosi sì, forse anche un po’ collusi, ma irriconoscenti mai! Guai a sputare nel piatto dove si mangia…

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SANREMO 2018 MONOLOGO FAVINO -SA(N)REMO RAZZISTI

Pubblicato da Luca Cianflone il 13/02/2018

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Ad una settimana esatta dall’inizio del Festival di Sanremo quale eco ancora ci richiama al concorso canoro? Musica, canzoni, gossip, strafalcioni, ospiti o aspiranti suicidi…?
No!, la voce che ci riporta a parlare di Sanremo è quella di Pierfrancesco Favino, voce prestata ad un commovente e potente monologo sull’estraneità. Certo la mia speranza era che se ne parlasse per riflettere, per far tutti un po’ i conti con noi stessi, riuscendo magari ad immaginarci al posto ” loro “… Invece no! Il grido dell’attore romano è riuscito a far cadere le maschere. Chi ha usato quell’urlo di straniero come nuovo pretesto per parlare di elezioni, per reclamare “par condicio” e far polemica sull’uso della rete pubblica, altro non ha fatto che mostrare una volta di più le sue qualità morali. In che diavolo di mondo siamo? Da quando l’accoglienza, l’uguaglianza, i diritti delle persone, la vita degli esseri umani sono diventati argomenti di UNA parte politica? Perchè criticare un bellissimo ed intenso monologo bollandolo come spot politico?
Personalmente credo sia stato un autogol clamoroso; perchè parlare di buonismo o addossare a Favino intenzioni politiche? Oltre all’ignoranza emersa dal non aver capito il soggetto, traspare da quei politici ( e non solo) la loro volontà di cavalcare e sostenere l’onda del razzismo, sorella del fascismo.
Come nell’antico teatro greco, quando alla fine dello spettacolo gli attori solevano togliersi le maschere e presentarsi per gli applausi, qui non fu l’attore a mostrarsi, le uniche maschere cadute, son quellE dei cavalcatori d’odio, mi auguro non prendano applausi…

MONOLOGO FAVINO

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