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GIRO D’ITALIA 2018 – 2^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 06/05/2018

Il Giro d’Italia 2018 continua la sua tre giorni in Israele, ieri prima tappa in linea dopo la cronometro individuale di venerdì.
La Maglia Rosa Dumoulin ed i suoi colleghi sono partiti da Haifa ed arrivati dopo aver percorso 167 km a Tel Aviv.
Sulla carta la tappa sarebbe dovuta esser dedicata ai velocisti ed i pronostici sono stati mantenuti.
La fuga di giornata è partita con un po’ di fatica dopo circa 15 km, tre i corridori partiti all’attacco: Guillaume Boivin (Israel Cycling Academy), Davide Ballerini (Androni – Sidermec) e Lars Bak (Lotto FixAll).
Il gruppo controlla i fuggitivi non lasciando mai che il distacco si dilatasse, troppa la voglia dei velocisti di non perdere la possibilità di non disputare il primo arrivo allo sprint.

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Il gruppo, tirato dalla BMC del secondo in classifica Dennis, è andato a riprendere la fuga, permettendo al nostro Barbin del team Androni, di scattare e vincere il primo ed unico GPM di giornata e quindi ottenere la Maglia Azzurra degli scalatori.
Dennis alcuni km dopo fa capire il motivo dell’impegno della sua squadra, gli abbuoni del traguardo volante; visti i soli due secondi di ritardo da Dumoulin in classifica generale, l’australiano ottenendo i 3 secondi di abbuono, sfila la Maglia Rosa all’olandese della Sunweb.
Ultimo ad arrendersi tra i fuggitivi Boivin, inesorabile però il ritorno del plotone e l’arrivo a gruppo compatto, impegnate praticamente tutti i team, chi per tenere i Big della generale, chi per mettere i propri velocisti nelle prime posizioni in vista dello sprint.
La Quick-Step di Viviani tentenna un po’ nell’organizzare un vero e proprio “treno”, il favorito di giornata deve arrangiarsi un po’ da solo, seguendo i treni della Cannondale di Modolo e la Bora di Bennett. Fantastico Elia Viviani, riesce a star nelle prime 8 posizioni e prender la ruota di Mareczko, scattato con leggero anticipo. Poco male, Viviani scatta e supera agilmente l’altro italiano e vince il primo sprint del Giro d’Italia 2018, ottenendo la sue seconda vittoria in carriera al Giro e soprattutto la Maglia Ciclamino.
In classifica generale abbiamo detto del cambio di Maglia Rosa che passa a Dennis, ma in funzione dei distacchi tra i Big che si giocheranno la vittoria finale della Corsa Rosa, nulla da segnalare, tutti accreditati con lo stesso tempo.

Oggi i corridori sono impegnati nell’ultima tappa israeliana, la più lunga del Giro, 229 km da Be’er Sheva ad Eilat, arrivo dedicato anche oggi ad i velocisti, quindi Viviani sarà l’uomo da battere.
Buon Giro d’Italia 2018 a tutti!

Luca Cianflone

GIRO D’ITALIA 2018 – 1^ TAPPA, SI PARTE DA GERUSALEMME

Pubblicato da Luca Cianflone il 04/05/2018

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Iniziato oggi il Giro d’Italia 2018, ventuno tappe per la conquista della Maglia Rosa.
Quest’anno la partenza torna ad essere dall’estero, come spesso accade per i Grandi Giri, si comincia da Gerusalemme, Israele, si concluderà il 27 maggio a Roma.
I Big che concorreranno alla conquista della Maglia Rosa finale dovrebbero essere circa una decina, favorito numero uno il fenomeno Chris Froome ( team Sky ), vincitore di diversi Tour de France, subito sotto di lui il vincitore dello scorso anno Tom Dumoulin nel team Sunweb e poi il nostro Fabio Aru, capitano della UAE. Dopo di loro potrebbero far bene Simon Yates, Domenico Pozzovivo, Lopez, Chaves ma sopratutto il francese Pinot della FDJ.

Questi i pretendenti alla Classifica Generale finale, tra i velocisti, cioè quei corridori con lo spunto veloce nelle tappe ed arrivi pianeggianti, l’uomo da battere dovrebbe essere l’italiano Elia Viviani della Quick Step, numerosi comunque gli azzurri che potrebbero concorrere in questi traguardi ed alla relativa Maglia Ciclamino.
Personalmente credo possano far bene anche Davide Formolo, Conti e Ciccone.
Il mio favorito, mi perdonerete un po’ di patriottismo, è “il Cavaliere dei Quattro Mori” Fabio Aru, anche se sarà difficile competere nei km a cronometro contro Froome e Dumoulin.

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Oggi la Corsa Rosa ha visto i quasi 180 corridori impegnati in un breve ma intensa Cronometro Individuale, poco meno di 10 km sviluppati interamente nella città israeliana; percorso da affrontare a tutta dai ciclisti sin dai primi metri, le asperità del percorso sono state le numerose curve e le brevi ma abbastanza impegnative salite.
Pronostici rispettati, il favorito di giornata Dumoulin ha fatto segnare il tempo migliore 12’02″, battendo lo specialista Dennis di soli 2 secondi, terzo Campenaerts. Il capitano della Sunweb ha dimostrato sin dalla prima tappa di voler ripetere il Giro dello scorso anno, vinto appunto dall’olandese un po’ a sorpresa, riuscendo a difendersi sulle salite e guadagnando nei km a cronometro.
Gli altri Big della generale oggi hanno corso cercando di perdere il meno possibile da Dumoulin, benissimo Yates e Pozzovivo, in ritardo di 20 e 27 secondi, bene Pinot 33 secondi; non bene Froome, 37 secondi di distacco, lui di solito competitivo nelle cronometro, male il nostro Aru che ha perso ben 50″ dal vincitore e 13″ da Froome, i suoi principali rivali per la vittoria finale.

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Nessun dramma, il Giro è appena iniziato, il ritardo del sardo può essere semplicemente attribuibile ad un’eccessiva prudenza, o comunque ad una forma fisica non ancora ottimale e questo può essere un bene in una corsa di tre settimane, durante la quale è fondamentale essere al 100% nel corso dell’ultima settimana. Ora sarà importante non perdere ulteriori secondi in classifica generale, le prossime due tappe in Israele saranno pianeggianti e dedicate ai velocisti, quindi per Aru, Froome e gli altri capitani basterà arrivare con il gruppo compatto e non prendere ” buchi ” prima del traguardo, attenzione al pericolo vento che potrebbe spezzare il gruppo, fondamentale star davanti per non rischiare distrazioni.
Domani primo arrivo effettivo in linea, la vittoria sarà per un velocista, colpi di scena permettendo, speriamo sia un italiano, favoriti Viviani, Modolo e Poppel.
Buon Giro 2018 a tutti!

TOUR DE FRANCE 2017,17^,18^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 21/07/2017

Le due tappe alpine del Tour de France hanno emesso la dura sentenza contro il nostro Fabio Aru, le salite che avrebbero potuto lanciarlo alla vetta del Tour, lo hanno respinto…

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17^ tappa iniziata con le buone intenzioni di mettere in difficoltà la Maglia Gialla da parte degli altri capitani, il più deciso, il campione Contador, lo spagnolo scatta ai 125 km e dopo un inseguimento lunghissimo raggiunge i fuggitivi  tenendo il gruppo a circa 3’30″ a 50 km dall’arrivo.
Nel gruppo dei migliori si viaggia trainati dalla Sky, il ritmo alto costringe Quintana a mollare durante un tratto di dura salita, i big si controllano fino ai 34 km quando Martin si porta in testa ed accelera, provocando l’assottigliamento del team Sky. Pochi km dopo attacca Bardet ed iniziano le difficoltà di Fabio Aru… Accelerano e lui si stacca, ma con grinta e cuore rientra al primo rallentamento, una, due, tre volte il sardo ritorna sui migliori, i quali però avvisati delle difficoltà del secondo in classifica, attaccano ancora staccando il capitano dell’Astana di circa 20 secondi in cima al Galibier, secondi che sarebbero ulteriormente aumentati nei km di discesa pedalabile che hanno portato i corridori al traguardo.
I big s’involano in discesa, collaborando e tirando tutti recuperano sulla testa della corsa ed aumentano il distacco da Aru. Nel gruppo dei fuggitivi già dagli ultimi km di salita si era avvantaggiato Roglic, unico a resistere al ritorno della Maglia Gialla e vincitore di giornata con 1’13″ su Uran, Froome, Bardet e l’ottima Maglia a Pois Barguil. Landa a 1’16″ ed il gruppo Aru, con Martin, Contador e Meintjes a oltre 1’40″.
Aru pagherà quindi oltre trenta secondi dai suoi rivali, apparsi più freschi del sardo in salita. Bravo a non mollare e limitare i danni, ma la gamba non è certo quella delle prime due settimane.
Da segnalare i ritiri di Pinot e soprattutto della Maglia Verde Kittel, maglia che ora passa al bravissimo Matthews; Barguil consolida la sua Maglia a Pois ed Yates, nonostante in questa tappa abbia perso più di un minuto da Meintjes.

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La 18^ tappa palesa le difficoltà di Aru. Gruppo spezzato in due, una sessantina di corridori si lanciano in fuga, nessuno di preoccupante per la Maglia Gialla, quindi distacco lasciato dilagare fino a quasi 7 minuti.
La Sky controlla la corsa ma durante la salita di Col de Vars l’AG2R si mette in testa ed alza il ritmo, cercando di sfaldare il treno della Sky, riducendo di circa tre minuti il vantaggio di Lutsenko e del francese Edet, avvantaggiatesi dai fuggitivi, portando il ritardo a 3’50″ a circa 10 km all’arrivo, cioè ai piedi dell’ultima salita del Col D’Izoard, dove si  deciderà il Tour.
La tensione aumenta, i big si controllano cercando di intuire l’energie di ognuno, ai 6 km primo scatto di Bardet, rispondono i primi della generale tranne Aru, costretto anche oggi ad inseguire; una volta rientrato si susseguono altri scatti dai quali Aru non può far altro che difendersi. Contador ancora protagonista, poi ancora uno scatto di Martin infrangono le speranze dell’Astana, il sardo non riesce a tenere il passo dei migliori; pedalando con il cuore riuscirà a non naufragare. Ai 3 km scatta Bardet, chiude Froome e parte al contrattacco, costretto a chiudere il bravissimo Uran. Davanti Atapuma si è portato in testa, dietro di lui Barguil in rimonta e a qualche secondo ancora Froome, Uran e Bardet, con Landa ad aiutare il capitano della Sky, ancora un lavoro di squadra incredibile per la Maglia Gialla, malissimo l’Astana.
Barguil riprende il colombiano in testa e va a vincere un’altra tappa, consacrando la sua Maglia a Pois, secondo Atapuma a 20″ e con lui Bardet, Froome ed Uran a 22″. Dietro di qualche secondo Landa che scavalcherà Aru in Classifica Generale, arrivato con più di un minuto dai migliori.

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Fabio ha perso la possibilità di lottare per il Tour, molto probabilmente anche il podio, ma la corsa dell’italiano è comunque da considerarsi ottima, due giorni in Maglia Gialla, una vittoria ed il regalo di averci fatto sognare… E’ giovane, potrà ancora crescere e migliorare, nella speranza che l’anno prossimo potrà avere una squadra migliore.

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Ora la vittoria è nelle mani di Froome, in vista della cronometro di sabato solo un problema tecnico o qualche altro imprevisto potrebbe impedirgli di vincere il Tour 2017. Bardet ed Uran si giocheranno la seconda posizione, il colombiano dovrebbe essere leggermente favorito.
Domani nel frattempo tappa pianeggiante, volata o arrivo della fuga.
Buon Tour de France a tutti!

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TOUR DE FRANCE 2017,16^TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 19/07/2017

16^ tappa del Tour de France, tappa pianeggiante ma con salite poco impegnative all’inizio; sul finale previsti ventagli, obbligatorio per i big stare davanti e non farsi sorprendere.
Le prime salite escludono dalla volata finale alcuni velocisti,, tra i quali la Maglia Verde Kittel, l’alto ritmo sul finale, impedisce fughe e costringe le squadre a lavorare a tutta per tenere i propri capitani nelle prime posizioni per evitare di farsi sorprendere.
Tutto come da pronostico, entrati negli ultimi 20 km inizia la danza in testa al gruppo, tentativi multipli di spezzare il peloton, team impegnati nello sfruttare il forte vento laterale proteggendosi l’uno con l’altro non con la solita fila indiana, ma facendo una diagonale che obbliga quelli dietro al vento.
Il tentativo buono è quello della Sky, Froome forza il ritmo ed il gruppo esplode, Aru riesce ad entrare in questo ventaglio per il rotto della cuffia, insieme a lui tutti gli uomini di classifica ad eccezione di Martin, Meintjes e Contador, pagano anche i velocisti favoriti per l’arrivo.
Bene Aru, da solo negli ultimi km anche oggi, benissimo la Sky e gli altri corridori in testa, tra i quali si nasconde il favorito della volata, M.Matthews. E’ proprio lui a tagliare per primo il traguardo, davanti a Bosson Hagen e Degenkolb; i big di questo primo gruppo cronometrati tutti con lo stesso tempo. Meintjes e Martin pagheranno 51″ e Contador 1’33″.

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Nelle altre classifiche tutto invariato, da segnalare l’avvicinamento di Matthews al leader della Maglia Verde Kittel.
Oggi pomeriggio una delle tappe determinanti di questo Tour, 183 km da La Mure a Serre Chevalier, molti dei quali in salita, i corridori affronteranno il mitico Galibier; oggi qualcuno potrebbe saltare. Il mio favorito è Fabio Aru, nonostante la squadra, il sardo se avrà la gamba buona, proverà a mettere in difficoltà Froome…
Buon Tour de France a tutti!

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