Category Archives: Guerra&Informazione

PROTESTE IRAN-ISRAELE AMMETTE SUE INTROMISSIONI

Pubblicato da Luca Cianflone il 11/01/2018

ARTICOLO DI: Tali Heruti-Sover PER IL SITO haaretz.com
TRADUZIONE  E COMMENTO DI LUCA CIANFLONE

Il capo del Mossad Yossi Cohen ha affermato in una rara apparizione pubblica martedì scorso che Israele “ha occhi, orecchie e anche di più” in Iran. Parlando ad una conferenza del ministero delle finanze, Cohen è intervenuto in merito alle proteste in corso in Iran, dicendo che i civili iraniani starebbero protestando contro gli attuali problemi economici della Repubblica Islamica “perché nonostante le alte aspettative del popolare, Rohani non è riuscito agli occhi di gran parte della popolazione a migliorare la situazione economica “. Cohen ha aggiunto che “questa realtà sta spingendo le persone nelle strade, ma bisogna moderare le aspettative: mi piacerebbe vedere una rivoluzione, ma i manifestanti devono affrontare le forti oppositori. Nel contempo vediamo che l’Iran sta investendo sempre di più in sicurezza al fine di sostenere le sue aspirazioni di influenza in tutto il Medio Oriente “.

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Secondo Cohen, ci sono stati inoltre cambiamenti radicali nella lettura degli Stati Uniti della situazione in Medio Oriente dall’inizio della presidenza Trump; oltre ad un processo di rafforzamento dei legami tra Israele e gli Stati Uniti: “Vediamo un buon cambiamento che potrebbe tenere conto degli interessi di sicurezza israeliani, e così facendo aiuterà la nostra lotta per cambiare la direzione dell’influenza iraniana”. Ha sottolineato il seguente punto: “Il Mossad ha l’obbligo di ottenere una completa superiorità nel mondo dello spionaggio: non possiamo essere secondi a nessuno in termini di forza lavoro, difesa dagli attacchi informatici, nello spionaggio, non possiamo non essere i migliori”… 

 Domenica scorsa, il gabinetto di sicurezza israeliano si è riunito per un lungo incontro sulla situazione ai confini libanese e siriano. Funzionari israeliani di alto livello, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Avigdor Lieberman, hanno espresso preoccupazione per gli sviluppi sul fronte settentrionale, per via della crescente influenza dell’Iran nella regione. Israele è altresì in allerta per la ricostituzione dell’arsenale missilistico del regime siriano di Assad, che sarebbe stato utilizzato per combattere i ribelli, e per la creazione di avamposti iraniani in Siria e in Libano.

ARTICOLO ORIGINALE IN INGLESE SU www.haaretz.com
TRADUZIONE DI LUCA CIANFLONE

 

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Queste dichiarazioni del capo dell’ agenzia di intelligence israeliana vanno a sommarsi ad altri indizi e quindi prove, che possono, ora, farci capire chi abbia avuto ed abbia tutt’ora l’interesse a fomentare i disordini in Iran. Oltre a queste implicite confessioni, si sommano alle prove d’accusa ad agenti esterni l’atteggiamento di Usa ed Israele, l’arresto di ( ex ) agenti CIA in territorio iraniano e non ultima la falsa notizia dell’ arresto dell’ ex presidente Ahmadinejad circolata qualche giorno fa; notizia rifilataci da tutto il mainstream ma la smentita quasi sottaciuta, con il chiaro intento di far credere all’opinione pubblica che i mandanti delle sommosse fossero identificabili in persone vicine al conservatore ed ex presidente Ahmadinejad, in accordo quindi con la Guida Suprema sciita Khamenei.
Tenuto conto di tutto ciò, la matrice di quelli scontri e le motivazioni, ci paiono oggi smascherati…

QUESTIONE PALESTINESE

Pubblicato da Luca Cianflone il 03/01/2018

Inauguro il nuovo sito, scusandomi con i lettori per l’assenza, con un articolo purtroppo più che mai attuale, trattando il tema dello scontro tra palestinesi e israeliani.
Intendo mettere in evidenza l’inizio e le motivazioni dello scontro e quanto l’occidente fu, è e sarà responsabile dei morti che continueranno a cadere in ambo gli schieramenti. Mi preme anche ricordare quanto questo scontro sia centrale nello scacchiere geopolitico internazionale ma soprattutto ago della bilancia in Medio Oriente.

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Con la definizione ” Questione Palestinese ” si etichetta lo scontro tra Israele e Palestina in modo ingannevole, si commette, spesso involontariamente, una leggerezza che poi tanto leggera non è! Con questo titolo si contribuisce a considerare i palestinesi come il problema di quello scontro; sponsorizzando quell’operazione che dura ormai da decenni, che tende a voler deresponsabillizzare i sionisti di Israele considerandoli vittime di una situazione a loro discapito… La versione dei fatti infusa alla popolazione occidentale è questa: gli abitanti arabi della Palestina vogliono cacciare gli ebrei, vittime ancora una volta del dramma orrendo dello sterminio della razza! La verità non è questa, ebrei e palestinesi hanno convissuto in pace per secoli in terra di Palestina, tutto cominciò a cambiare dalla fine del 1800, quando i sionisti decisero che lì dovesse sorgere lo Stato d’Israele, cominciando così una politica feroce a discapito delle popolazioni arabe ivi situate. Vi propongo uno scritto di denuncia di un ebreo che tutti conosciamo, al di sopra di ogni sospetto Albert Einstein:

Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista.(…)

E’ inconcepibile che coloro che si oppongono al fascismo nel mondo, a meno che non sia stati opportunamente informati sulle azioni effettuate e sui progetti del Sig. Begin, possano aver aggiunto il proprio nome per sostenere il movimento da lui rappresentato. Prima che si arrechi un danno irreparabile attraverso contributi finanziari, manifestazioni pubbliche a favore di Begin, e alla creazione di una immagine di sostegno americano ad elementi fascisti in Israele. (…) Ciò è, semza ombra di errore, il marchio di un partito Fascista per il quale il terrorismo (contro gli Ebrei, gli Arabi e gli Inglesi) e le false dichiarazioni sono i mezzi e uno stato leader l’obbiettivo. (…)

Queste sono alcune frasi tratte da una lettera sottoscritta da diversi rappresentanti illustri ebrei e non solo, pubblicata sul New York Times del 1948. Vi allego l’intero scritto qui. Ora, ricostruire l’intera storia del conflitto tra Israele – Palestina in un articolo sarebbe impossibile, quindi ho deciso di riportarvi i momenti chiave di questo scontro, cercando di farvi conoscere i motivi per cui i palestinesi hanno compiuto e compiono atti di terrorismo e rivolta condannabili ed esecrabili, intendo spiegare che la violenza dei palestinesi non è un’ AZIONE, ma una REAZIONE, seppur brutale e terroristica, comprensibile ( in quanto ci sono dei motivi ) ma ripeto non condivisibile. Intendo prima sgomberare il campo da qualsiasi fraintendimento. Qui non si tratta di criticare gli ebrei in quanto tali, Dio gli abbia in gloria, io racconterò quello che i loro leader sionisti hanno commesso ai danni degli arabi e dei propri cittadini israeliani, entrambi scaraventati in un conflitto brutale, che con un po’ di buona volontà e giustizia si sarebbe potuto fermare decenni or sono.
Non potendo partire da Abramo, ricordo solo che secondo la Bibbia ebrei ed arabi derivino dai due figli di Abramo, Ismaele ed Isacco, il primo allontanato dopo la nascita del secondo. Ismaele darà origine agli arabi, Isacco agli ebrei.
Ho scelto di raccontarvi gli snodi del suddetto scontro a partire dal 1884-85, anno che a parere di qualsiasi studioso imparziale ed informato, rappresenta l’inizio della “questione”.

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Si era in periodo di colonialismo feroce e spietato da parte delle potenze europee. Per sentirsi meno colpevoli dei soprusi nei confronti delle colonie conquistate, a Berlino nel 1884 fu organizzata un’ assemblea durante la quale si sancì che la potenza di turno potesse prendersi il territorio voluto in caso di ” Terra Nullius “, cioè dove e quando ci fosse una terra che non appartenesse a nessuno. Da questa data in poi, la vita dei palestinesi non fu mai più come prima. Qualche anno dopo, 1897, diverse intelligenze ebree decisero che si sarebbero dovuti radunare in una terra, non avendone una, per formare il proprio Stato. Si pensò ad un territorio negli Usa, in Turchia, in Africa, in Argentina, ma poi si finì per scegliere la Palestina. I primi pensatori non sarebbero voluti cadere nell’eterna questione della “Terra Promessa” scegliendo un territorio in quella zona araba, ma ahimè, non andò così… Cominciò così una migrazione continua verso la Palestina, considerando quella terra, erroneamente, una terra di nessuno, ” Terra Nullius “. Ricordo che di ebrei in Palestina ce n’erano già, e fino ai primi anni del novecento, arabi ed ebrei convissero in serenità e senza scontri razziali,; gli ebrei erano bene accetti perchè portavano ricchezza e lavoro per gli abitanti, tanto che diversi rabbini avevano sottolineato che la loro condizione di vita con gli arabi era pressochè ideale. La politica dei Sionisti fu semplice, spingere gli arabi palestinesi alla fame, comprando più terra che poterono e togliendoli dai terreni che da decenni lavoravano per proprietari all’estero; Ben Gurion, considerato uno dei padri sionisti affermò : ” Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla popolazione araba”; questo era il volere e l’intento dei leader sionisti. La situazione peggiorò alla fine della 1^  Guerra Mondiale, quando l’Impero Ottomano crollò e la Palestina venne assegnata al controllo della Gran Bretagna, gli inglesi per garantirsi il passaggio verso le Indie dal Canale di Suez stipularono accordi con i sionisti  a garanzia di un buon rapporto, quindi la GB non potè e non volle essere quello Stato garante dell’imparzialità nella gestione di una questione che stava sempre più precipitando. Venivano armati gli ebrei e confiscate armi ai palestinesi, venivano assegnati posti di potere solo o in gran parte agli ebrei, aranceti e terreni coltivabili ed come ultima sanzione la GB pretese che i palestinesi pagassero i debiti di guerra degli ottomani, non potendoli pagare molti arabi furono costretti a vendere terreni che puntualmente vennero acquistati da ebrei, inasprendo quelle pratiche di spoliazione cominciate ad inizio secolo.

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Si arrivò in questo clima di “invasione” ai primi scontri violenti degli anni venti, in cui contadini disperati ed umiliati cercarono di reagire ad azioni neo-naziste come quelle sopracitate. Nel 1928 gli inglesi cercarono di porre rimedio agli scontri, proponendo una spartizione territoriale in cui agli ebrei veniva assegnato il 50% del territorio a fronte di una proporzione di abitanti di 80/20 a favore degli arabi. Inizialmente i palestinesi rifiutarono sentendosi ancora una volta derubati, ma vedendosi strozzati, l’anno dopo accettarono questo patto assurdo, ma a quel punto furono i sionisti a non firmare, convinti di poter ottenere ancora di più, fedeli all’idea di eliminare il popolo palestinese dalla ” loro ” terra. Arriviamo al ” Libro Bianco ” del 1939, quando gli inglesi persuasi nel voler mettere fine alla violenza, si avvicinarono alle necessità palestinesi, fino a quando però, gli stessi chiederanno di istituire la Palestina come Stato, a quel punto insorsero i sionisti e la GB non potè continuare le trattative, facendo saltare gli accordi. Inizia la 2^ Guerra Mondiale, gli ebrei furono vittime di quell’orrore che fu il nazismo, 6 milioni di ebrei sterminati alla fine del conflitto. In forza di ciò, le potenze mondiali, sentendosi parzialmente responsabili  per non aver fatto abbastanza, incentivano l’emigrazione di ebrei in Palestina, chiudendo un occhio, spesso anche due, su quello che succedeva ai palestinesi, in quel periodo arrivò la denuncia di Einstein. L’Inghilterra nel 47 rimise il suo mandato, affidando all’Onu la gestione della Questione Palestinese; già più di 250 mila palestinesi erano stati cacciati dalle loro terre, con diversi omicidi e stragi, villaggi e paesi bruciati, distrutti e ricostruiti sotto bandiera sionista ad opera di gruppi armati organizzati e riconosciuti dagli inglesi stessi come terroristi. Nel 48 nacque ufficialmente lo Stato di Israele, legittimazione all’attenzione mondiale a discapito degli arabi ai quali fu ed è impedito la costituzione di uno Stato riconosciuto unanimemente. Esemplificative furono le parole del Ministro dell’agricoltura israeliano Aharon Cizling: ” Adesso anche gli ebrei si sono comportati come i nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa…” Queste parole furono pronunciate dopo l’attacco terroristico al villaggio di Deir Yassin, dove morirono più di 250 persone, uomini, donne e bambini, uno dei diversi rastrellamenti etnici. Questo fu uno dei molti atti neo-nazisti di quegli anni, in scia al pensiero del suo Primo ministro Ben Gurion…

 “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti

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Tutto questo accadeva prima della guerra del 48, queste azioni rientravano in un disegno prestabilito atto a costringere i palestinesi ad una reazione, di modo che il governo sionista potesse poi essere giustificato nella repressione conseguente. La guerra del 48 è avvolta da un altro mito: il neo-nato Stato di Israele all’indomani della sua creazione riesce a resistere all’attacco dei paesi arabi confinanti, scattato dopo anni di stermini, spoliazioni e più di 250 mila sfollati. La guerra fu però poco più che una messa in scena, gli eserciti arabi non rappresentarono mai un pericolo per Israele, in quanto l’unico Stato militarmente forte era la Giordania, la quale però si accordò preventivamente e di nascosto con Ben Gurion per dividersi parte della Palestina. La guerra fu chiamata da un generale inglese ” funny war ” guerra bufala. Al termine di questa, l’Onu prese in mano la situazione definitivamente, proponendo però l’ennesimo piano di spartizione inaccettabile per i palestinesi, i quali rifiutarono perchè ne avrebbero solo perso; fecero comunque fatti passare come quelli che non vollero la pace, ma lo stesso Gurion nei suoi diari annotò che comunque neanche Israele avrebbe accettato, convinto sempre più della sua politica neo-nazista. Riporto la frase dell’intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, la cui famiglia fu vittima delle persecuzioni naziste:

Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.

Non potendomi dilungare ancora per molto, non posso esimermi dal citare la prima di molte condanne Onu: essa fu emessa nel 1953, per terrorismo ai danni del futuro presidente Ariel Sharon, resosi colpevole di aver segregato diverse famiglie palestinesi nelle loro abitazioni e averle fatte poi esplodere con la dinamite.

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Nei decenni che seguirono la situazione non cambiò, si succedettero guerre, scontri ed attentati  che lasciarono sul campo migliaia di morti, israeliani e palestinesi. Gli episodi da raccontare sarebbero decine, momenti in cui la pace sembrò possibile ed al contrario, anni in cui una risoluzione parve impossibile.
Come sappiamo lo scontro prosegue, l’ultimo momento di tensione è quello di qualche giorno fa, scatenato dalle dichiarazioni assurde ( non per gli Usa) del Presidente americano Trump, il quale, istigato dai soliti poteri sionisti, ha candidamente e semplicemente gettato benzina su un fuoco che da anni molti sembrano non voler spegnere, dichiarando di voler spostare la propria ambasciata israeliana a Gerusalemme, città santa per ambo gli schieramenti e terra divisa tra arabi ed ebrei, scatenando l’auspicata ( perchè logica e quindi prevedibile) reazione palestinese e conseguente repressione e stretta del governo sionista ai danni degli arabi.
Ancora una volta gli Usa non hanno avuto scrupoli nel provocare morti e feriti a vantaggio dei soliti giochi di potere…

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CASO CONTRADA, LA CASSAZIONE NON ANNULLA SENTENZA

Pubblicato da Luca Cianflone il 07/07/2017

In queste ore i mezzi d’ informazione esultano alla notizia che ieri, la Cassazione di Roma, si sia espressa a favore del ricorso del legali di Bruno Contrada, famoso esponente del Sisde degli anni 70^ 80^, annullando la sentenza di condanna della Corte di appello, ormai già scontata dallo stesso.
La vicenda è complessa, ma esultare ed attaccare i magistrati, rei di aver rovinato la vita di un uomo con un’accusa infamante, concorso esterno in associazione mafiosa, mi pare forzata, superficiale, poco corretta e irrispettosa della verità.
Aspettando le motivazioni della Cassazione, mi preme sottolineare un aspetto, troverete spiegazioni tecniche più approfondite delle mie, ma semplificando, fungendo da traduttore tra loro e voi, sintetizzerò così la vicenda: il Contrada ha subito un processo che lo vide accusato di concorso esterno, è stato condannato ed ha già scontato la pena, in primo e secondo grado i pm hanno sufficientemente dimostrato alle giurie ed ai presidenti, la colpevolezza dello 007 oltre ogni ragionevole dubbio. Va da se che le prove a carico del Contrada furono e sono chiare ed inequivocabili. Ora, non volendo discutere i dibattimenti e se le condanne fossero più o meno giuste, diamo per superato questo discorso, i processi ci sono stati e le sentenze sono state eseguite. In questi anni la difesa di Contrada è giustamente ricorsa a tutti gli organi possibili a cui chiedere una revisione, financo la Corte europea. Quest’ultima ha sancito nel 2015 che in pratica non si sarebbe dovuto processare, quindi poi condannare, il Contrada, perchè al momento degli episodi e comportamenti contestategli, il reato di : “concorso esterno in associazione mafiosa non era sufficientemente chiaro, né prevedibile da lui. Contrada non avrebbe potuto conoscere le pene in cui sarebbe incorso”

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La Corte di Cassazione di ieri avrebbe quindi sposato questa sentenza ed accolto il ricorso della difesa di Contrada.
Questi sono i fatti, dovendo aspettare ancora le motivazioni di tale sentenza, non mi esprimerò su questa nello specifico, ma sviluppando un discorso più ampio.
La legislazione europea competente dell’ambito mafioso ha molto da imparare da quella italiana, non per bravura di una e negligenza dell’altra, ma semplicemente perchè le istituzioni italiane conoscono molto meglio ( purtroppo ) le mafie. Inutile elencarne i motivi; basti pensare, che ci sono stati come la Germania, che ancora negano l’esistenza di esponenti mafiosi ed attività a loro riconducibili sul proprio territorio. Per questo motivo ritengo molto più competente la magistratura italiana in merito a reati di mafia, tanto di più per un reato di ” concorso esterno ” ancora più complesso  e delicato e soprattutto difficile da dimostrare.
Un altro punto da chiarire è che un processo ci regala una verità processuale e, questa, non per forza  coinciderà con i fatti e con le ricostruzioni storiche. Il giudice Borsellino chiariva questo concetto con un esempio semplice: ” non conoscete nessuno che abbia compiuto un reato ma che l’abbia poi fatta franca per un motivo o per un altro? “. In pratica ci sono situazioni in cui un’assoluzione, tanto meno un annullamento o una prescrizione, sancisce una ricostruzione processuale e non già una ricostruzione storica.
Un esempio eccellente potrebbe essere la prescrizione di Andreotti, il quale non fu assolto, ma prescritto con la precisazione che la vicinanza a cosa nostra del politico era dimostrabile solo fino agli anni 90^, quindi ormai reati prescritti. Qui il mio articolo sul tema.

Tornando al caso Contrada, possiamo sottolineare che la Cassazione non si sia espressa e non abbia smantellato tutto ciò che emerse in dibattimento e che portò alla condanna, la Cassazione dice, allineandosi alla Corte europea, che Contrada non doveva essere processato perchè al momento dei reati “eventualmente” commessi, sui quali non si esprime, lo stesso non poteva sapere che essi costituissero reato.
Quindi non afferma che non abbia favorito cosa nostra, sancisce che al momento dell’illecito l’esponente non poteva sapere di commettere un reato, proprio perchè esso non era ancora codificato chiaramente e previsto nel codice penale. Semplificando ancora, la vicinanza di Contrada ad esponenti mafiosi di spicco, emersa e dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio, non poteva essere perseguibile penalmente perchè allora non costituiva reato codificato.
Ripetiamo, aspettiamo le motivazioni, ma possiamo già affermare con sicurezza che questa non è una sentenza assolutoria, comunque vada, sia che quei reati fossero o no contestabili a Contrada, non conosciamo ancora le azioni che interverranno sul tema, tutto ciò di cui si macchiò il condannato Contrada rimane nelle sentenze di condanna a Palermo e nelle ricostruzioni storiche, ricostruzioni e processi che oggi la solita stampa di regime vorrebbe insabbiare e far dimenticare!

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Tutto questo non tanto per tutelare loschi affari passati di partiti ed esponenti ormai quasi tutti in pensione, rei di “strizzatine d’occhio”, vicinanze e collusioni inqualificabili con organizzazioni mafiose, ma bensì il loro “dovere” è quello di spingere e mentire sul caso Contrada per destabilizzare la magistratura,  delegittimando processi e sentenze che ieri, oggi e domani si sono, si stanno e si occuperanno di “colletti bianchi” collusi con mafie e malaffare. Il richiamo ed il parallelo con il caso Dell’Utri ne è l’esempio lampante. Anni diversi, iter processuali e ruoli diversi, fatti non paragonabili, poco importa, non interessano le dichiarazioni di pentiti e documentazioni prodotte, analizzate e risultate probanti dei reati contestati, non interessa raccontare andando nei particolari l’amicizia con Mangano, le cene con i mafiosi e la vicinanza a boss di cosa nostra ammessi da Dell’Utri, o le intercettazioni di quest’ultimo con Berlusconi durante le quali scherzano in merito ad una bomba messa secondo loro da Mangano alla villa del Cavaliere, dimostrando di sapere chi fosse Mangano e che tipi di rapporti avessero avuto con lui ed i suoi sodali… Tutto questo non interessa, meglio non informare, a loro basta ” formare ” opinioni, ed oggi il messaggio per gli italiani è che Contrada fosse innocente, come e quanto Dell’Utri, i magistrati sbagliarono e vollero condannare i due per pregiudizi politici, compresi Borsellino e Falcone che tanto spinsero per la codificazione del reato di concorso esterno, oggi più che mai messo in discussione con questa sentenza. Ma tranquilli, nelle loro redazioni qualcuno starà già preparando il solito ricordo commosso dei giudici, pronto da sfoderare il 19 luglio, utile a ricordarne la morte e non mai volto a rinnovare e difendere le loro idee di giustizia e verità…

AMERICA SAYS LIES…AGAIN

Pubblicato da Luca Cianflone il 28/06/2017

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Il portavoce della Casa Bianca,  Sean Spicer, dichiara che secondo le loro fonti Assad starebbe preparando un nuovo attentato con armi chimiche, confessando di essere stati in grado di dedurlo, riconoscendo le stesse tracce lasciate prima dello scorso attentato del 4 aprile, quando persero la vita 87 persone a causa di agenti chimici rilasciati durante esplosioni. Quelle esplosioni furono immediatamente ricondotte all’Esercito siriano e poche ore dopo il Presidente Trump sganciò i suoi missili contro una base siriana. Peccato si sia dimostrato nei giorni ed ormai mesi successivi che quell’attacco non si potesse ascrivere ad Assad, qui trovate il mio articolo, scritto poche ore dopo, dove ragionando sempre sugli scopi di un avvenimento, chi avvantaggia, affermai che il Presidente siriano non avrebbe avuto motivi e vantaggi nel compiere un atto del genere. Ora in rete troverete tutto il materiale e le dichiarazioni, anche dei commissari mandati ad investigare, che smontano o quantomeno non confermano ricostruzioni americane.

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Quindi ci risiamo, gli Usa non vogliono e non possono mollare l’osso, continuano a mentire e far ripetere a tutto il mainstream le loro falsità; Assad deve cadere, perchè destituendo lui si colpirebbero Iran e Russia, veri obiettivi americani ed alleati storici della Siria.
Gli Usa ed i loro ( anche nostri) partners hanno investito molto in questa operazione, tanti gli interessi che Washington ed Ue devono garantire e difendere, Arabia Saudita e Turchia battono i pugni sul tavolo della Nato, bisogna mantenere i patti stretti con loro. Erdogan ha già perso la faccia avendo prima aiutato l’Isis e provocato Putin, per poi chiederne l’aiuto per contenere un ex alleato ormai fuori controllo, mentre il monarca saudita vuole prendersi a tutti i costi il predominio della regione, con il benestare Usa, vedendo sconfitti gli Stati sciiti di Iran e Siria ( sull’appartenenza degli alawiti siriani agli sciiti, se non addirittura all’Islam ci sarebbero da scrivere pagine e pagine, ma oggi semplificherò, sappiate che è questione aperta da secoli e non chiusa, nonostante i proclami…).

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Ora, mi auguro con tutto cuore che questo attacco non si verifichi, ma conoscendo gli interessi in campo e sentendo le minacce contro chi sostiene Assad e quindi implicitamente complici di questi attentati, non mi stupirei se si verificasse questa paventata strage, magari un altro “false flag”, gli Usa sono maestri in questo!, decine i casi dimostrati anche dei loro stessi tribunali.
Speriamo di no, che questi siano solo avvertimenti e propaganda, ma la guerra continua, anzi le guerre, i soggetti sono molti, altissimi gli interessi ed i soldi in gioco, che non ci vengano però a parlare di democrazia e religione! Qui si muore solo per potere e soldi, il resto è solo fumo negli occhi!