KIM JONG-UN E MOON JAE-IN, PICCOLO PASSO PER LORO MA UN GRANDE PASSO PER LA COREA…FORSE…

Pubblicato da Luca Cianflone il 27/04/2018

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Kim Jong-un e Moon poche ore fa si sono finalmente incontrati e rispettivamente invitati a varcare il famigerato confine tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, il famosissimo 38^ Parallelo.
Che cos’è il 38^ parallelo, cosa rappresenta, perchè è considerato un gesto che rimarrà nella storia?
Bene, immaginate sia simile al Muro di Berlino, quello cadde nel 1989, oggi potrebbe esserne ” caduto ” un altro; quell’episodio fu, secondo i libri di storia, l’evento che decretò la fine della Guerra Fredda, ecco, l’incontro di oggi lo si potrebbe paragonare a quello.
Poco male se la Guerra Fredda in realtà non si sia mai conclusa, specialmente per gli Usa, l’attraversamento del parallelo potrebbe effettivamente essere il primo e più importante passo per il riavvicinamento dei due Paesi.
Kim Jong-un e Moon hanno scritto oggi un’importante pagine di storia, l’augurio di tutti è che quello odierno sia un inizio effettivo, reale e concreto. Il processo sarà inevitabilmente lungo e complicato, ma il gesto di oggi è carico di significati positivi.
I due Stati sono ormai agli antipodi sotto molti aspetti, partendo dalla cultura, arrivando alla politica, passando inevitabilmente dal sistema economico e sociale. La Corea di Moon è praticamente uno Stato occidentale sotto tutti i punti di vista, roccaforte americana nel pacifico, la Corea del Sud negli ultimi decenni ha potuto aprirsi al mondo ed inseguire, in alcuni ambiti superare, il capitalismo occidentale, diventando una delle più forti economie asiatiche.
La Corea di Kim, anzi della dinastia Kim, nonno padre ed oggi il nipote, è letteralmente l’opposto. Economia e politica praticamente chiuse ermeticamente in se stese, con l’ideale di essere indipendenti ed autosufficienti, aspirazione però sempre tradita e questo ha portato il Paese e soprattutto gli abitanti ad affrontare anni di fame, una vera e propria crisi umanitaria. La Corea non è, difficilmente avrebbe potuto, economicamente autosufficiente, non dispone di quelle materie prime che occorrerebbero e quelle che possiede non riesce a trattarle per carenze tecnologiche. Per questi motivo avrebbe, come ha scelto di fare la sua sorella del sud, bisogno di aprirsi al mondo per potersi sviluppare e migliorare la situazione economica dei cittadini; questo quindi l’augurio di oggi.

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Come siamo arrivati a questa situazione va ricordato o raccontato perlomeno partendo dalla Seconda Guerra Mondiale.
Dopo una violenta occupazione giapponese nella prima metà del 900, dopo la sconfitta dei nipponici nella Seconda Guerra Mondiale, la Corea, a quell’epoca ancora unita, venne divisa in due Stati, la Corea del Nord sotto patronato russo e quella del Sud sotto il controllo statunitense.
Le due Superpotenze hanno usato quello scenario per proseguire la loro lotta tra capitalismo e comunismo, lotta che forse per gli occidentali può esser stata fredda, ma per i coreani o per esempio afghani o vietnamiti, tanto fredda non è stata.
Torniamo così all’ inizio di questo articolo: quello di oggi non è altro che l’ennesimo capitolo dell’infinita Guerra fredda; oggi l’influenza americana è ancora dominante al sud del 38^ parallelo, mentre dopo la caduta dell’URSS, la dinastia Kim si è maggiormente avvicinata alla Cina, instaurando forzatamente un rapporto economico di dipendenza, che ha permesso al Paese di iniziare una lentissima ripresa ed uscire dalla fame degli anni susseguente al crollo comunista.
I problemi oggi rimangono enormi, spesso la questione del nucleare, le intemperanze di Kim Jong-un o le trovate giornalistiche, hanno relegato in secondo piano il vero problema nord coreano: cioè la crisi sociale ed umanitaria in cui annaspa ormai da decenni la Corea del Nord. C’è quindi da augurarsi che questa passeggiata sul quel dannato confine non sia tanto una svolta per la questione nucleare, problema presente ma per me marginale rispetto a tutto il contesto coreano; confrontare la potenza militare e tecnologica di Kim rispetto a quella americana, sarebbe come paragonare un ventilatore ad un acceleratore di particelle, non scherziamo…
Bene se Kim deciderà di rinunciare ai missili ( ne dubito, rappresentano per lui e per il Partito l’unica ancora di salvezza dall’invasione capitalista ed americana, paura instaurata nella cultura nord coreana da decenni), ma quel che più dovrebbe premerci, dovrebbe essere una maggiore apertura della politica e della società di Pyongyang, permettendo così al popolo di prendere coscienza del mondo circostante, dei diritti umani e di libertà che meriterebbe ogni individuo.

Durante l’incontro tra i due leader pare sia andato tutto bene, si è parlato di quello che il mondo dei media voleva ed in realtà poco della situazione umanitaria, ma questo speriamo sia solo l’inizio; difficile una riunificazione reale del Paese, non converrebbe nemmeno alla Corea del Sud, la quale vedrebbe la propria ricchezza diminuire sensibilmente, speriamo almeno in un dialogo ed in uno scambio di risorse, non solo economiche, molto più concreto ed aperto, auspichiamoci come detto dal Presidente Moon che quel gradino sul 38^ parallelo segnante il confine, sia consumato a furia di passandoci sopra!

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RIELEZIONE PUTIN – UN SUCCESSO CHE DEVE FAR RIFLETTERE L’UE

Pubblicato da Luca Cianflone il 19/03/2018

V.Putin rieletto dai russi. Un successo netto, annunciato ma notevole nei numeri.
Questo risultato deve far riflettere l’UE…
Insieme al giornalista Giulietto Chiesa cerchiamo di approfondire l’argomento e soprattutto impariamo ad abbattere alcuni pregiudizi inculcatici dai media occidentali, nei confronti di uno dei leader attualmente più amati e votati dal proprio popolo; difetti ne ha diversi, ma anche molte caratteristiche che dovremmo esigere dai nostri politici…

BERLUSCONI E MAFIA – QUEL PASSATO ORMAI IGNORATO…

Pubblicato da Luca Cianflone il 27/02/2018

Stato-mafia: Corte ammette deposizione Napolitano

D. Silvio Berlusconi è in condizioni di influenzare ancora questo paese. Cosa significa questo per l’Italia?
R. C’è una sentenza definitiva che afferma che dal 1974 al 1992 Berlusconi ha mantenuto rapporti con la mafia siciliana. La finanziò, diede loro denaro. La cosa preoccupante non è solo che ancora lui conti qualcosa a livello politico, ma che nessuno parli di quei rapporti dimostrati con sentenza definitiva. Incluso i giornalisti lo ignorano. Al di là delle idee politiche di ognuno, i fatti dovrebbero essere sempre ricordati.

D. Cosa significherebbe il suo ritorno in prima linea?
R. Cito un dato: rappresenterebbe il ritorno alla guida del paese di un soggetto con una sentenza definitiva sulle spalle, riconosciuto come persona che ha mantenuto rapporti con Cosa Nostra per almeno 20 anni, fino a quando Cosa Nostra iniziò gli attentati. Un soggetto che ha finanziato economicamente la mafia nel periodo in cui furono uccise decine di persone delle istituzioni. Non è una mia opinione. È un fatto riconosciuto dalla Corte Suprema.

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Queste sono due delle diverse risposte date dal pm Nino Di Matteo, oggi sostituto procuratore alla DNA, al giornalista de ” El Pais ” Daniel Verdù, nel corso di un’intervista incentrata sul tema delle ingerenze mafiose nella politica nostrana ( oggi e ieri ) e nelle prossime elezioni.
Domande che spesso gran parte della stampa italiana preferisce evitare, temendone le risposte…
Qui troverete l’articolo completo. 

Il magistrato ha da poco concluso il suo lavoro a Palermo nel processo ” Trattativa Stato-mafia”, uscendo da ciò ha ben presente, sarebbe bene lo avessimo anche noi, quanto cosa nostra abbia avuto ed abbia tutt’ora la capacità di influenzare, indirizzare e financo obbligare la politica in determinate scelte.
Oltre ad aver sottolineato ciò, Di Matteo ha voluto rimarcare quanto i partiti e molto spesso l’informazione, sottovalutino e sovente ignorino il tema della lotta alle mafie.
Esemplificativo di suddetto difetto italico è l’atteggiamento di noncuranza dei rapporti dimostrati, confessati e condannati di Silvio Berlusconi con cosa nostra!
Va da se che a colpire sul tema non possa esser certo chi grazie a questi rapporti ha visto crescere le proprie attività, non chiediamo tanto!, no, a stupirci ( chissà perchè ancora ) ed irritarci  è l’atteggiamento di chi a costui dovrebbe esser avverso…
Ad eccezione del Movimento 5 Stelle, nessun partito pare voglia attaccare o quantomeno domandare come sia possibile che un soggetto invischiato e legato in patti con mafia e collusi vari, possa ancora candidarsi per la guida del Paese e soprattutto come diavolo possa contare su un sostegno elettorale non già esiguo, costituito da figli, figliocci e casalinghe di Voghera, ma altresì pare che codesto ” Cavaliere ” goda di un esercito elettorale in continua crescita…
Ora, io mi chiedo, anzi vi chiedo: perchè gli avversari politici non ” distruggono ” Berlusconi ricordando agli elettori i suoi DIMOSTRATI  rapporti con soggetti mafiosi?
Le risposte che mi balenano in mente sono tre: prima, credono che l’aver avuto rapporti con la mafia non influenzi il giudizio degli elettori.
Seconda, temono che spingere su quel tema possa finire per aprire armadi scomodi, stracolmi di scheletri, non tutti del solo accusato…
Terza, sanno che le mafie, oggi forse più di ieri, portano voti, molti voti e spesso già li hanno portati… omertosi sì, forse anche un po’ collusi, ma irriconoscenti mai! Guai a sputare nel piatto dove si mangia…

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