ROBERTO SAVIANO E IL SUO DRAMMA

Pubblicato da Luca Cianflone il 30/04/2014

LO SCRITTORE NAPOLETANO CONFESSA:
” HO DISTRUTTO LA MIA VITA E QUELLA DELLE PERSONE CHE MI CIRCONDANO
HO BISOGNO DI PSICOFARMACI PER ANDARE AVANTI.”

images (16)

“Non credo sia nobile aver distrutto la mia vita e quella delle persone che mi circondano per cercare la verità. Avrei potuto fare lo stesso, con lo stesso impegno, con lo stesso coraggio ma con prudenza, senza distruggere tutto. Invece sono stato impetuoso, ambizioso”. E’ amara la riflessione di Roberto Saviano, scrittore e giornalista, che dopo 10 anni dalla pubblicazione di Gomorra e della fatwa della camorra, in una intervista al quotidiano spagnolo El Pais, e ripresa da Il Mattino di Napoli, svela di dover far uso di psicofarmaci.

Alla domanda “se ne è valsa la pena?”, Saviano – da anni sotto scorta e per un periodo di tempo costretto a vivere all’estero – non ha dubbi: “No. E so che quando lo dico, qualcuno può pensare: che codardo. Vale la pena cercare la verità e vale la pena arrivare fino in fondo, ma proteggendoti. Bisogna considerare che non posso disporre della mia vita senza chiedere autorizzazione. Né uscire o entrare quando voglio, né frequentare le persone che voglio senza doverle nascondere nel timore di rappresaglie. A volte mi domando se finirò in un ospedale psichiatrico. Sul serio –  dice lo scrittore – Già adesso ho bisogno di psicofarmaci per tirare avanti e non era mai accaduto prima. Non ne faccio abuso, ma a volte ne ho necessità. E questa cosa non mi piace per nulla. Per questo spero che prima o poi finisca”.

Saviano, che ha condotto con successo anche un programma televisivo con Fabio Fazio, sembra pentito delle conseguenze delle sue scelte di vita: “Il mio dramma interiore è – confessa ancora -: avrei potuto aver fatto tutto questo ma senza mettere a rischio tutto. Perché, qual è il problema? Se tu anteponi un obiettivo, la verità, la denuncia, a qualunque altra cosa della tua vita, diventi un mostro. Un mostro. Perché tutte le tue relazioni umane e professionali sono orientate a ottenere la verità. Forse alla fine sarà nobile, una cosa generosa. Tuttavia la tua vita non si converte in generosa, le relazioni diventano terribili”.

Questa intervista ripresa da Il Mattino, è stata rilasciata al giornale spagnolo El Pais.
Lo scrittore trova la forza di mostrare le sue debolezze, i suoi dubbi e gli errori che si imputa. Critica la sua ambizione che lo ha reso avventato, la sua voglia di verità è esplosa e non è riuscito a controllarla. Risponde inoltre, che non ne è valsa la pena… Questa risposta è quella che più gli verrà criticata, ma per me è quella più bella! Mi fa capire che Roberto è come me, è come noi, con tutte le nostre debolezze e i nostri difetti. Lui è come noi, e noi possiamo essere come lui; possiamo avere il coraggio e la voglia di verità che ha avuto ed ha lui!
Questa sensazione è anche, secondo me, la motivazione di tante critiche fattegli nel corso della sua vita; tanti  non accettano il fatto che un uomo normale possa aver avuto la forza ed il coraggio di mettere la propria vita a servizio di quello in cui crede, è un duro confronto quello con lo scrittore di Gomorra, e alcuni preferiscono sminuirlo e criticarlo.
Mi sento di stringere in un abbraccio virtuale Roberto, ringraziandolo per tutto quello che ha fatto e fa, spero trovi al più presto maggiore serenità, ma soprattutto maggiore libertà. Più volte mi sono chiesto se sarei mai stato in grado, sei avrei avuto il coraggio di fare le scelte che lui ha fatto, la risposta è sempre la stessa… Ma grazie anche al suo lavoro, sto cercando di arrivare un giorno a cambiare monosillabo, trovando il coraggio di seguire la strada che ritengo giusta, anche se in salita.
Sono sicuro che questo sia stato uno sfogo in un momento di buio interiore, inoltre, pentito o no, lui si è sempre preso la responsabilità delle sue scelte, continuando su di un percorso difficile e solitario, noi non possiamo far altro che fargli sentire il nostro affetto e la nostra gratitudine.

 

Qui è dove ho preso l’aticolo ://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/17/roberto-saviano-uso-psicofarmaci-sono-stato-impetuoso-e-ambizioso/883935/