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LA FIGLIA DI CHE GUEVARA AD ABBIATEGRASSO

Pubblicato da Luca Cianflone il 10/12/2018

Venerdì sera la Sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso ha ospitato la figlia di una leggenda: Aleida Guevara March, figlia del mitico Ernesto Che Guevara.

Parlare del padre in qualche riga iniziale sarebbe impossibile ed inutile, basta il nome e la storia di un uomo che ha cambiato la storia e gli uomini stessi. Partendo da Cuba, ma non solo, il Che ha mostrato e dimostrato al mondo la forza di un’idea, la potenza di un uomo puro e senza paura. E’ simbolo di coraggio e determinazione, di rivoluzione e resistenza, di integrità morale e libertà; la sua figura, pur essendo indubbiamente legata al comunismo ed alla sinistra, ha oltrepassato i confini politici, gli ideali di destra o sinistra, andando a rappresentare un concetto di esistenza e libertà apprezzato al di là del credo politico.

Aleida non ha parlato del padre, gira il mondo per far conoscere la situazione della sua amata Cuba oggi, presente certamente figlio di quella rivoluzione cubana che ha visto il Che protagonista con Fidel Castro, contendenti ed oppositori della superpotenza statunitense. Cuba, ubicata a qualche km dal colosso americano, decise di sfidare comunque le politiche di colonizzazione di stampo Usa, andando a trovarsi gioco forza alleata con l ‘Unione Sovietica, unico vero rivale degli States durante la Guerra Fredda. Dalla Crisi dei Missili in poi, quindi inizio anni sessanta, Cuba è stata ed è soggetta a blocchi e sanzioni da parte degli Usa. La Guerra Fredda è finita, in realtà non poi tanto, ma l’ostilità del gigante Golia nei confronti di Davide è rimasta.
Congiuntamente al blocco economico, si è parlato anche del processo di creazione della nuova Costituzione che sta affrontato Cuba, un momento storico per lo stato americano.
“L’ultima parola deve essere quella del popolo” questo il mantra che a Cuba regna, il processo di democratizzazione è in corso ed il popolo vuole essere protagonista ed artefice di questo processo, che indubbiamente dovrà comprendere una Costituzione che rappresenti gli ideali del popolo stesso.
Si è parlato molto della prepotenza statunitense, le ingerenze che gli Usa hanno su Cuba e su gran parte dell’America Latina e Centrale, di come all’estero, in Europa in particolar modo, si tenda ad ignorare quello stato di cose, di quanto l’embargo premi sulla quotidianità delle persone comuni. Aleida ci richiama ad un senso di solidarietà e rivolta contro quello che paesi come Cuba hanno subito e continuano a subire… Purtroppo crediamo che Aleida conosca poco gli italiani, o che sia un’inguaribile ottimista… Non siamo un popolo di rivoluzioni e non abbiamo soprattutto la ben che minima unità per poter comprendere e difendere la libertà ed il rispetto che Stati come Cuba reclamano da decenni.
L’occidente è indissolubilmente ormai legato assieme, il volere e gli interessi di uno Stato poco influenzano le scelte di Ue e Usa. Oggi qualcosa si muove, nel senso che qualcuno sta iniziando a portare sul tavolo di discussione il tema delle sanzioni estere, mossi non già da temi umanitari, ma da motivazioni economiche, ma che comunque stanno facendo emergere le reali motivazioni che queste sanzioni inseguono.
Il tema delle sanzioni a Russia ed Iran è spesso sollevato dai politici europei, probabilmente solo per esercizio politico, fatto sta che sta riportando al centro del dibattito l’utilità delle sanzioni e restrizioni contro determinati Stati. Se per Iran e Russia le motivazioni, peraltro molto discutibili, sono imputabili a comportamenti geopolitici, il “ bloqueo” nei confronti di Cuba sembra rappresentare sempre di più la prepotenza Usa nei confronti di un Paese che ha osato sfidare il proprio predominio e per questo deve esser punito.

Nelle parole e nella passione di Aleida si legge l’anima di un popolo orgoglioso, unito e convinto nel suo percorso, un popolo vivo e vivace, sempre pronto a lottare per la propria dignità e libertà.
La Guevara dopo averci raccontato tutto ciò, ha risposto alle domande della sala, moltissime le persone presenti, soffermandosi alla fine per foto e saluti con tutti.
La serata è stata resa ancora più emozionante grazie all’esecuzione toccante di una canzone tradizionale, da parte di due bimbe cubane, “lontane fisicamente dalla loro terra, ma vicine con il cuore”.
Una serata sicuramente costruttiva che ci ha permesso di avere un più ampio quadro della situazione geopolitica mondiale.