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QUESTIONE PALESTINESE

Pubblicato da Luca Cianflone il 03/01/2018

Inauguro il nuovo sito, scusandomi con i lettori per l’assenza, con un articolo purtroppo più che mai attuale, trattando il tema dello scontro tra palestinesi e israeliani.
Intendo mettere in evidenza l’inizio e le motivazioni dello scontro e quanto l’occidente fu, è e sarà responsabile dei morti che continueranno a cadere in ambo gli schieramenti. Mi preme anche ricordare quanto questo scontro sia centrale nello scacchiere geopolitico internazionale ma soprattutto ago della bilancia in Medio Oriente.

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Con la definizione ” Questione Palestinese ” si etichetta lo scontro tra Israele e Palestina in modo ingannevole, si commette, spesso involontariamente, una leggerezza che poi tanto leggera non è! Con questo titolo si contribuisce a considerare i palestinesi come il problema di quello scontro; sponsorizzando quell’operazione che dura ormai da decenni, che tende a voler deresponsabillizzare i sionisti di Israele considerandoli vittime di una situazione a loro discapito… La versione dei fatti infusa alla popolazione occidentale è questa: gli abitanti arabi della Palestina vogliono cacciare gli ebrei, vittime ancora una volta del dramma orrendo dello sterminio della razza! La verità non è questa, ebrei e palestinesi hanno convissuto in pace per secoli in terra di Palestina, tutto cominciò a cambiare dalla fine del 1800, quando i sionisti decisero che lì dovesse sorgere lo Stato d’Israele, cominciando così una politica feroce a discapito delle popolazioni arabe ivi situate. Vi propongo uno scritto di denuncia di un ebreo che tutti conosciamo, al di sopra di ogni sospetto Albert Einstein:

Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista.(…)

E’ inconcepibile che coloro che si oppongono al fascismo nel mondo, a meno che non sia stati opportunamente informati sulle azioni effettuate e sui progetti del Sig. Begin, possano aver aggiunto il proprio nome per sostenere il movimento da lui rappresentato. Prima che si arrechi un danno irreparabile attraverso contributi finanziari, manifestazioni pubbliche a favore di Begin, e alla creazione di una immagine di sostegno americano ad elementi fascisti in Israele. (…) Ciò è, semza ombra di errore, il marchio di un partito Fascista per il quale il terrorismo (contro gli Ebrei, gli Arabi e gli Inglesi) e le false dichiarazioni sono i mezzi e uno stato leader l’obbiettivo. (…)

Queste sono alcune frasi tratte da una lettera sottoscritta da diversi rappresentanti illustri ebrei e non solo, pubblicata sul New York Times del 1948. Vi allego l’intero scritto qui. Ora, ricostruire l’intera storia del conflitto tra Israele – Palestina in un articolo sarebbe impossibile, quindi ho deciso di riportarvi i momenti chiave di questo scontro, cercando di farvi conoscere i motivi per cui i palestinesi hanno compiuto e compiono atti di terrorismo e rivolta condannabili ed esecrabili, intendo spiegare che la violenza dei palestinesi non è un’ AZIONE, ma una REAZIONE, seppur brutale e terroristica, comprensibile ( in quanto ci sono dei motivi ) ma ripeto non condivisibile. Intendo prima sgomberare il campo da qualsiasi fraintendimento. Qui non si tratta di criticare gli ebrei in quanto tali, Dio gli abbia in gloria, io racconterò quello che i loro leader sionisti hanno commesso ai danni degli arabi e dei propri cittadini israeliani, entrambi scaraventati in un conflitto brutale, che con un po’ di buona volontà e giustizia si sarebbe potuto fermare decenni or sono.
Non potendo partire da Abramo, ricordo solo che secondo la Bibbia ebrei ed arabi derivino dai due figli di Abramo, Ismaele ed Isacco, il primo allontanato dopo la nascita del secondo. Ismaele darà origine agli arabi, Isacco agli ebrei.
Ho scelto di raccontarvi gli snodi del suddetto scontro a partire dal 1884-85, anno che a parere di qualsiasi studioso imparziale ed informato, rappresenta l’inizio della “questione”.

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Si era in periodo di colonialismo feroce e spietato da parte delle potenze europee. Per sentirsi meno colpevoli dei soprusi nei confronti delle colonie conquistate, a Berlino nel 1884 fu organizzata un’ assemblea durante la quale si sancì che la potenza di turno potesse prendersi il territorio voluto in caso di ” Terra Nullius “, cioè dove e quando ci fosse una terra che non appartenesse a nessuno. Da questa data in poi, la vita dei palestinesi non fu mai più come prima. Qualche anno dopo, 1897, diverse intelligenze ebree decisero che si sarebbero dovuti radunare in una terra, non avendone una, per formare il proprio Stato. Si pensò ad un territorio negli Usa, in Turchia, in Africa, in Argentina, ma poi si finì per scegliere la Palestina. I primi pensatori non sarebbero voluti cadere nell’eterna questione della “Terra Promessa” scegliendo un territorio in quella zona araba, ma ahimè, non andò così… Cominciò così una migrazione continua verso la Palestina, considerando quella terra, erroneamente, una terra di nessuno, ” Terra Nullius “. Ricordo che di ebrei in Palestina ce n’erano già, e fino ai primi anni del novecento, arabi ed ebrei convissero in serenità e senza scontri razziali,; gli ebrei erano bene accetti perchè portavano ricchezza e lavoro per gli abitanti, tanto che diversi rabbini avevano sottolineato che la loro condizione di vita con gli arabi era pressochè ideale. La politica dei Sionisti fu semplice, spingere gli arabi palestinesi alla fame, comprando più terra che poterono e togliendoli dai terreni che da decenni lavoravano per proprietari all’estero; Ben Gurion, considerato uno dei padri sionisti affermò : ” Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla popolazione araba”; questo era il volere e l’intento dei leader sionisti. La situazione peggiorò alla fine della 1^  Guerra Mondiale, quando l’Impero Ottomano crollò e la Palestina venne assegnata al controllo della Gran Bretagna, gli inglesi per garantirsi il passaggio verso le Indie dal Canale di Suez stipularono accordi con i sionisti  a garanzia di un buon rapporto, quindi la GB non potè e non volle essere quello Stato garante dell’imparzialità nella gestione di una questione che stava sempre più precipitando. Venivano armati gli ebrei e confiscate armi ai palestinesi, venivano assegnati posti di potere solo o in gran parte agli ebrei, aranceti e terreni coltivabili ed come ultima sanzione la GB pretese che i palestinesi pagassero i debiti di guerra degli ottomani, non potendoli pagare molti arabi furono costretti a vendere terreni che puntualmente vennero acquistati da ebrei, inasprendo quelle pratiche di spoliazione cominciate ad inizio secolo.

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Si arrivò in questo clima di “invasione” ai primi scontri violenti degli anni venti, in cui contadini disperati ed umiliati cercarono di reagire ad azioni neo-naziste come quelle sopracitate. Nel 1928 gli inglesi cercarono di porre rimedio agli scontri, proponendo una spartizione territoriale in cui agli ebrei veniva assegnato il 50% del territorio a fronte di una proporzione di abitanti di 80/20 a favore degli arabi. Inizialmente i palestinesi rifiutarono sentendosi ancora una volta derubati, ma vedendosi strozzati, l’anno dopo accettarono questo patto assurdo, ma a quel punto furono i sionisti a non firmare, convinti di poter ottenere ancora di più, fedeli all’idea di eliminare il popolo palestinese dalla ” loro ” terra. Arriviamo al ” Libro Bianco ” del 1939, quando gli inglesi persuasi nel voler mettere fine alla violenza, si avvicinarono alle necessità palestinesi, fino a quando però, gli stessi chiederanno di istituire la Palestina come Stato, a quel punto insorsero i sionisti e la GB non potè continuare le trattative, facendo saltare gli accordi. Inizia la 2^ Guerra Mondiale, gli ebrei furono vittime di quell’orrore che fu il nazismo, 6 milioni di ebrei sterminati alla fine del conflitto. In forza di ciò, le potenze mondiali, sentendosi parzialmente responsabili  per non aver fatto abbastanza, incentivano l’emigrazione di ebrei in Palestina, chiudendo un occhio, spesso anche due, su quello che succedeva ai palestinesi, in quel periodo arrivò la denuncia di Einstein. L’Inghilterra nel 47 rimise il suo mandato, affidando all’Onu la gestione della Questione Palestinese; già più di 250 mila palestinesi erano stati cacciati dalle loro terre, con diversi omicidi e stragi, villaggi e paesi bruciati, distrutti e ricostruiti sotto bandiera sionista ad opera di gruppi armati organizzati e riconosciuti dagli inglesi stessi come terroristi. Nel 48 nacque ufficialmente lo Stato di Israele, legittimazione all’attenzione mondiale a discapito degli arabi ai quali fu ed è impedito la costituzione di uno Stato riconosciuto unanimemente. Esemplificative furono le parole del Ministro dell’agricoltura israeliano Aharon Cizling: ” Adesso anche gli ebrei si sono comportati come i nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa…” Queste parole furono pronunciate dopo l’attacco terroristico al villaggio di Deir Yassin, dove morirono più di 250 persone, uomini, donne e bambini, uno dei diversi rastrellamenti etnici. Questo fu uno dei molti atti neo-nazisti di quegli anni, in scia al pensiero del suo Primo ministro Ben Gurion…

 “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti

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Tutto questo accadeva prima della guerra del 48, queste azioni rientravano in un disegno prestabilito atto a costringere i palestinesi ad una reazione, di modo che il governo sionista potesse poi essere giustificato nella repressione conseguente. La guerra del 48 è avvolta da un altro mito: il neo-nato Stato di Israele all’indomani della sua creazione riesce a resistere all’attacco dei paesi arabi confinanti, scattato dopo anni di stermini, spoliazioni e più di 250 mila sfollati. La guerra fu però poco più che una messa in scena, gli eserciti arabi non rappresentarono mai un pericolo per Israele, in quanto l’unico Stato militarmente forte era la Giordania, la quale però si accordò preventivamente e di nascosto con Ben Gurion per dividersi parte della Palestina. La guerra fu chiamata da un generale inglese ” funny war ” guerra bufala. Al termine di questa, l’Onu prese in mano la situazione definitivamente, proponendo però l’ennesimo piano di spartizione inaccettabile per i palestinesi, i quali rifiutarono perchè ne avrebbero solo perso; fecero comunque fatti passare come quelli che non vollero la pace, ma lo stesso Gurion nei suoi diari annotò che comunque neanche Israele avrebbe accettato, convinto sempre più della sua politica neo-nazista. Riporto la frase dell’intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, la cui famiglia fu vittima delle persecuzioni naziste:

Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.

Non potendomi dilungare ancora per molto, non posso esimermi dal citare la prima di molte condanne Onu: essa fu emessa nel 1953, per terrorismo ai danni del futuro presidente Ariel Sharon, resosi colpevole di aver segregato diverse famiglie palestinesi nelle loro abitazioni e averle fatte poi esplodere con la dinamite.

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Nei decenni che seguirono la situazione non cambiò, si succedettero guerre, scontri ed attentati  che lasciarono sul campo migliaia di morti, israeliani e palestinesi. Gli episodi da raccontare sarebbero decine, momenti in cui la pace sembrò possibile ed al contrario, anni in cui una risoluzione parve impossibile.
Come sappiamo lo scontro prosegue, l’ultimo momento di tensione è quello di qualche giorno fa, scatenato dalle dichiarazioni assurde ( non per gli Usa) del Presidente americano Trump, il quale, istigato dai soliti poteri sionisti, ha candidamente e semplicemente gettato benzina su un fuoco che da anni molti sembrano non voler spegnere, dichiarando di voler spostare la propria ambasciata israeliana a Gerusalemme, città santa per ambo gli schieramenti e terra divisa tra arabi ed ebrei, scatenando l’auspicata ( perchè logica e quindi prevedibile) reazione palestinese e conseguente repressione e stretta del governo sionista ai danni degli arabi.
Ancora una volta gli Usa non hanno avuto scrupoli nel provocare morti e feriti a vantaggio dei soliti giochi di potere…

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DIMISSIONI NAPOLITANO-BUONANOTTE SIGNOR NAPOLITANO…

Pubblicato da Luca Cianflone il 17/01/2015

Il Presidente re Giorgio Napolitano ha abdicato, si è dimesso…
Dopo il Papa è il turno anche del Presidente della Repubblica, certo, in un mondo in cui dalle poltrone sembra non volersi schiodare nessuno,questo è sicuramente un bel segnale…
Lungi da me, voler paragonare Napolitano a Benedetto XVI, sono altresì convinto che queste dimissioni rimarranno nella storia perchè rarissime, ma principalmente perchè rassegnate dall’unico presidente eletto per due mandati, un unicum nella nostra storia.

Che Presidente sia stato Napolitano, certo non spetta a me stabilirlo e, non voglio neppure dilungarmi e perdermi in una lunghissima analisi politica del suo operato, a cominciare dalla sua “rielezione”, prima scongiurata e rifiutata da lui stesso, ma poi accettata a “buon-cuore”, un presidente di “scopo”, quello di dare stabilità al paese e permettere le riforme necessarie, che poi non ci sono state…
Comunque, tralasciando tutto ciò, quello che mi ha sempre colpito di Napolitano, è sempre stata la sua intraprendenza ed il suo peso all’interno della politica italiana. Ho 25 anni, praticamente sono “intellettualmente” e “politicamente” nato con lui come presidente, è sin da quando ero alle scuole medie, forse già elementari, mi era sempre stato detto che sostanzialmente il Presidente della Repubblica italiana aveva un ruolo marginale nella politica; un compito quasi esclusivamente di rappresentanza, ben diverso da quello dei suoi colleghi europei e non solo. Andando avanti negli anni però, appassionandomi sempre più alla politica, sopratutto per quella POLITICA che i miei filosofi preferiti descrivevano e decantavano, mi accorgevo ( oltre al fatto che quella idea di politica è meno che mai attuale) che Napolitano non avesse poi una così marginale importanza, e che forse, i libri consultati, o le semplificazioni sentite, erano tutto sommato sbagliate. Il Presidente mi piaceva, lo vedevo come un nonno, parlava bene, era appassionato e appassionante, mosso da principi sempre corretti, incorruttibile, fermo nelle sue scelte e al di sopra di ogni sospetto, insomma un ottimo Presidente. Crescendo però, ho avuto sempre una passione crescente per il “sotto-bosco” della politica, per quello che non vediamo, o che spesso dimentichiamo. Facendo storia a scuola ci siamo sempre fermati al Muro di Berlino, non avevo studiato cosa fosse successo un po’ più in la; in pratica non sapevo quasi nulla di quello che era successo da quando ero nato nell’89, fino a più o meno il 2000, età in cui iniziavo a prender coscienza del mondo. Sentivo parlare ogni tanto di stragi, di Borsellino e Falcone, di tangentopoli e Craxi, ma non in modo da esserne informato realmente.
Per non farla tanto lunga da qualche anno a questa parte mi sono appassionato alla giustizia e alla verità, diciamo così… allo studio della mafia e allo studio del mondo politico e para-politico. In tutto questo ripassare la storia giudiziaria di questi ultimi 25 anni, cercandone però la verità, non le bugie che l’informazione di regime ci propina, ho scoperto diverse figure che non conoscevo, ma soprattutto rivalutato diverse figure, in parte anche Napolitano.
Un mio punto di partenza nel considerare il politico oggi è questo:

In quella camera, tra i tantissimi politici che ci hanno rappresentato in questi anni, c’era anche Giorgio Napolitano…
Non voglio ripercorrere Tangentopoli, ma i coinvolgimenti anche del partito di cui era un rappresentate illustre Napolitano, sono oggi risaputi e incontrovertibili.
In quegli anni poi, primi anni 90, si combatteva su più fronti, il 92 ed il 93 furono anni terribili per il nostro paese; oltre a Mani Pulite, era il periodo delle stragi mafiose ed oggi sappiamo anche della Trattativa Stato-mafia.
Napolitano fu anche presidente della camera, e cosa nostra gli dedicò pure una bomba alla chiesa di San Giorgio, con lo scopo di dare un avvertimento alla politica.
Ecco è proprio per quegli anni, per il suo atteggiamento alquanto ambiguo nei confronti di chi su quei fatti vuole far luce, che Napolitano mi ha deluso.
Ho trattato diverse volte l’argomento, ho scritto diversi pezzi sulle posizioni e azioni intraprese o fatte intraprendere dal nostro ormai ex presidente nei confronti dei pm che stanno lavorando sulla trattativa. Invece di schierarsi e sostenere Di Matteo e i suoi colleghi, di aiutarli a capire cosa davvero fosse accaduto in quegli anni, Napolitano ha delegittimato quei processi in diversi modi, tra tutti, la vicenda delle telefonate intercettate al poi imputato Mancino e appunto il re…emh, Presidente, con relative accuse e forzature. Napolitano vs Di Matteo.
Pochi mesi fa, il Presidente, pur avendo precisato di non sapere nulla, era stato costretto a deporre come persona informata sui fatti proprio in quel processo tanto odiato. Lunga polemica se fosse o no il caso di scomodare sua maestà, polemica su dove dovesse tenersi l’udienza e su chi potesse assistervi o presenziarvi. Il risultato lo si conosce, tutto spostato al Quirinale, porte chiuse, anzi serrate e registrazioni vietate, se non da parte della corte, quella di Napolitano però… L’udienza si fece e Napolitano diede anche un importante contributo processuale su come venisse percepita la situazione “stragi” all’interno del parlamento negli anni 92-93. Bravo, ma anche qui, scavando, neanche poi tanto, tra le righe della deposizione, mi colpì molto il silenzio del Presidente, riguardo le telefonate con Mancino, e soprattutto l’atteggiamento superficiale con il quale ha commentato la lettera indirizzatagli da Loris D’Ambrosio, suo collaboratore dimissionario, oggi deceduto. Elogiando D’Ambrosio, dice però di non aver ritenuto opportuno indagare sulle parole dello stesso, riferite prorpio al periodo delle stragi: “preso anche dal vivo timore di essere stato allora considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”. Qui il mio articolo in merito, Deposizione Napolitano.
Notizia di pochi giorni fa, l’elezione di Lo Voi a Procuratore Capo della Procura di Palermo, decisione che fece storcere il naso ai pm e a chi di antimafia si occupa, qui per approfondire Nomina Lo Voi. A confermare il fatto che Lo Voi sia ben voluto dalla politica e dal re, arriva dalla notizia che poco prima delle sue dimissioni, Napolitano abbia voluto incontrarsi con Lo Voi, un commiato, un in bocca al lupo, consigli, raccomandazioni, non si sa…
Insomma, Napolitano non mi piace, convincente apparentemente, ma ambiguo in diverse sue scelte, soprattutto nei confronti di chi cerca di capire i legami intercorsi tra mafia e Stato.
Ora, il trono è vacante, aspettiamo con ansia il nostro nuovo Presidente, rassegnati ad un’elezione che soddisfi tutti, e sinceramente, un Presidente che piaccia a Berlusconi e Verdini, a Renzi e Alfano, a me non piacerà sicuramente…
Nel frattempo Presidente addio, anzi buonanotte, la ritroveremo da subito in Senato…