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BASTA CONOSCERE-L’ASSOCIAZIONE ORIZZONTI PROMUOVE L’ANTIMAFIA

Pubblicato da Luca Cianflone il 15/05/2019

“Basta conoscere“ è questo il titolo dato ad un interessantissimo incontro tenutosi all’IIt Emilio Alessandrini di Abbiategrasso venerdì 10 maggio, appuntamento organizzato dall’Associazione “Orizzonti“ di Vermezzo con Zelo. L’associazione, per l’impegno ed il volere del suo Presidente Gina Arielli, è ormai un’importante realtà del territorio, promotrice di incontri di grande valore sociale ed educativo, con ospiti e relatori sempre di assoluto livello e fama nazionale.

L’incontro di venerdì ha certamente confermato queste credenziali, riuscendo a portare nell’istituto superiore la Dottoressa Alessandra Dolci, Procuratore Aggiunto della DDA di Milano, il Dottore Stefano Ammendola, della Direzione Distrettuale Antimafia e il Sindaco di Pescara Marco Alessandrini, figlio di Emilio Alessandrini, magistrato assassinato ed a cui è intitolata la scuola di Abbiategrasso.
Davanti alle classi quarte e quinte, la Dirigente Scolastica dell’istituto, la Dottoressa Aurora Annamaria Gnech, ha aperto l’incontro salutando e ringraziando i presenti, relatori e studenti, dichiarando di aver pensato quell’incontro espressamente per i giovani e per il percorso che presto li porterà ad affrontare determinate problematiche ed esperienze. Il senso dell’incontro è racchiuso nel titolo, pensato in collaborazione con Ada Rattaro, “ Basta Conoscere “, giocando sul doppio significato dell’espressione, basta conoscere, essere informati e preparati in qualcosa per esser pronti ad affrontarla e basta conoscere nel senso di “ avere gli agganci giusti “ , quindi trovare quelle scorciatoie che a volte potrebbero sembrare l’unica soluzione per far carriera o ad accedere ad un qualcosa…
Dopo la preside, ha preso parola Gina Arielli, evidenziando i motivi che l’hanno spinta ad impegnarsi pedissequamente per la crescita della consapevolezza dei giovani: “ Vengo da una famiglia molto semplice, mio padre decise che, in quanto donna, dovessi terminare gli studi molto presto; ho un grande rammarico per questa decisione, perché il sapere rende liberi! Liberi di capire e scegliere, per questo, con tutte le mie forze, mi batto per voi giovani, in modo che possiate conoscere, capire ed essere così liberi ”.
Prima ad intervenire la Dott.ssa Dolci che ha voluto ricordare e raccontare ai giovani chi fosse Emilio Alessandrini, leggendo le parole del collega Piercamillo Davigo: “Conobbi Alessandrini nella seconda metà del 1978, ero un magistrato in tirocinio a Milano… Mi rimase in particolare impresso un turno in carcere, andammo e tornammo dal Palazzo di Giustizia di San Vittore in tram, chiacchierando per tutto il percorso. Fui colpito dal tono amabile dal sorriso aperto, dalla cordialità con l’ultimo arrivato da parte di un magistrato che a me sembrava anziano, pur avendo solo 36 anni e che era notissimo per essere il Pubblico Ministero della seconda istruttoria della Strage di Piazza Fontana. In concomitanza con le feste natalizie si recava al centralino del Palazzo di Giustizia di Milano a fare gli auguri ai centralinisti. Emilio Alessandrini si occupò, come sottolinea Davigo, di indagini sia sul terrorismo di destra, sia su quello di sinistra… Venne ucciso il 29 gennaio del 1979 mentre portava il figlio Marco a scuola. Il delitto fu commesso da un commando di uomini in prima linea, il delitto fu rivendicato ed Emilio fu descritto come una figura centrale del comando capitalistico, capace di disarticolare il sistema ed uno dei magistrati che maggiormente ha contribuito in questi anni a rendere efficiente la procura di Milano…
Emilio si era occupato di eversione di destra e sinistra e di reati contro l’economia, il che era la plastica manifestazione della sua imparzialità, ma in questo Paese, dove la faziosità è purtroppo diffusa, l’imparzialità è quasi sempre poco apprezzata. … Molte aule e strutture sono dedicate ad Alessandrini, in particolare mi ha colpito una lapide sul palazzo di giustizia di Trento, la quale, riferendosi ad Emilio e Guido Galli (altro magistrato assassinato) , dice: Difendevano i principi sanciti dalla Costituzione, rappresentavano il volto credibile e coerente dello Stato nel contrastare l’eversione violenta ed il terrorismo, per questo furono uccisi. Il loro sacrificio ha contribuito mantenerci liberi, il loro ricordo ispiri le nostre vite a quegli ideali che contrassegnarono la loro esistenza. Posso dire che noi magistrati della Procura di Milano, traiamo ogni giorno ispirazione dalle figure di Guido ed Emilio “. Un intervento sentito ed emozionato quello della Dolci, preferendo spendere il suo intervento per ricordare chi fosse Alessandrini, lasciando al collega Ammendola il compito di descrivere le dinamiche della lotta alla criminalità organizzata.
Il procuratore Stefano Ammendola, scendendo tra i ragazzi, “disobbedendo“ al rituale, inviterà i ragazzi a disobbedire qualora questo rappresentasse un atto di umanità e giustizia. Partendo da questo concetto il procuratore ha raccontato un episodio accadutogli nella sua infanzia napoletana, quando un giorno, in macchina con sua madre, gli accadde di incrociare la macchina del boss della zona, i picciotti pretendevano che la madre si spostasse per far passare il corteo di camorra, ma la madre non lo fece, sfidando il boss a pochi metri, in una Napoli in piena guerra. Quell’episodio di disobbedienza, di coraggio, di resistenza all’illegalità, “è quello che mi ha portato oggi qui a parlar con voi di mafia“. Ammendola ha raccontato episodi e momenti di ribellione nei confronti della mafia, mostrando come questi atteggiamenti abbiano spesso portato ad omicidi, ma che una società sana, necessita di queste ribellioni, della conoscenza e del coraggio di lottare ogni giorno questo clima di omertà ed accettazione di determinati atteggiamenti: “Dovete rompere questi atteggiamenti, dovete sentire il clima mafioso come una varicella, come qualcosa di infettivo; è solo in questo momento, quando vi formate, che riuscirete a costruirvi gli anticorpi per questo. … Ai miei colleghi dico sempre che non voglio sentire lamentele su quello che avrebbero potuto fare, dovete sempre dare tutto, non importa se vincerete o no, l’importante sarà stato aver provato a fare la differenza!”.
Ultimo intervento quello di Marco Alessandrini, che ha sottolineato il concatenarsi di eventi che lo hanno portato ad accettare l’invito, il piacere e la responsabilità di essere in una scuola che portasse il nome del padre. Ha ricordato la Giornata Mondiale delle Vittime di Mafia e Terrorismo e l’onore di esser stato ricevuto qualche giorno prima dal Presidente Mattarella. L’intervento di Alessandrini, volutamente “in ordine sparso” è stato teso a ricordare a tutti i presenti come l’impegno del singolo sia determinante per una società sana, sottolineando l’impegno eccelso dei magistrati, ma ricordando ai giovani che l’individuo molto può e deve fare per rispettare e migliorare la società. Ha chiuso il suo intervento augurando buona fortuna agli studenti e ricordando di “non accettare scorciatoie, l’unica via è quella dello studio e dell’impegno, anche se più faticosa, vi darà più soddisfazioni”.
L’appuntamento si è concluso con un saluto del sindaco Cesare Nai e con le successive domande degli studenti, sembrati, per la quasi totalità dell’incontro, molto presenti e colpiti dagli interventi dei relatori.
Un evento molto interessante e sicuramente formativo, difficile da raccontare in un solo articolo. Ci auguriamo che l’Associazione Orizzonti possa continuare ad apportare il suo prezioso contributo nella formazioni di giovani e non solo.

LUCA CIANFLONE