Tag Archives: quintana

GIRO D’ITALIA 2017, 10^,11^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 18/05/2017

La decima tappa ha visto la consacrazione di Dumoulin, l’olandese dopo esser riuscito a resistere nella tappa di domenica all’affondo di Quintana, nei 40 km della cronometro da Foligno a Montefalco ha ribaltato il banco. Tappa e Maglia Rosa sfilata al colombiano, il peggiore dei Big.
Ora il capitano della Sunweb guida la classifica generale con 2’23″ su Quintana e 2’47″ sul nostro Nibali 5° che ha quindi recuperato secondi a Quintana, rivale numero uno per la vittoria finale. Dumoulin riuscirà a tenere il passo di quei due sulle salite della terza settima? vedremo…

Risultati immagini per dumoulin

Undicesima tappa vinta dallo spagnolo Fraile, partito in fuga insieme a Landa della Sky durante i 160 km da Firenze a Bagno di Romagna I due hanno resistito fino agli ultimi km al ritorno dei primi inseguitori fino a quando non ha attaccato Rui Costa che ha rotto gli indugi e come da pronostico, ha tentato di vincere la tappa. Il portoghese ha però dovuto accontentarsi del secondo posto e di qualche secondo recuperato in classifica generale.
Dietro la Maglia Rosa ha controllato abbastanza bene la corsa, dopo alcuni km iniziali di confusione, la Sunweb  è riuscita a stringersi intorno al suo capitano in rosa e tenere invariata la classifica in una tappa impegnativa e potenzialmente dura, tipica tappa appenninica con salite significative, quindi bene Dumoulin.

Risultati immagini per dumoulin

Oggi dodicesima tappa, la più lunga e probabilmente la più certa, arrivo in volata. Favoriti Gaviria e Greipel, noi speriamo in un colpo di coda di Modolo o Mareczko.

GIRO D’ITALIA 2017 9^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 14/05/2017

E’ entrato nel vivo il 100^ Giro d’Italia, la prima e forse la più difficile vera salita.
153 km, da Montenero di Bisaccia fino al Blockhaus, una terribile salita negli ultimi 15 km del percorso.
Il primo colpo di scena proprio ai piedi della salita, una moto ferma sul ciglio della strada, il gruppo arriva compatto tirato dalla squadra Movistar per il loro capitano Quintana, ed un corridore urta la moto provocando una caduta di gruppo che coinvolge soprattutto la squadra della Sky ed il suo leader Thomas. Il gruppo si spezza, la Movistar continua il suo attacco ed i caduti non riusciranno a rientrare più, stupendo però il loro impegno ed ottimo Thomas a non mollare riuscendo a limitare i danni.

Risultati immagini per caduta thomas

I migliori rimangono davanti, inizia la salita e si stacca la Maglia Rosa Jungels, poi Zakarin e Formolo; staccati per la caduta Yates e Thomas, rimangano una decina di corridori. Quintana, terminato il lavoro dei compagni, scatta e rompe il gruppetto.
Nibali in progressione l’unico a rispondere agli scatti del colombiano, si porta nel suo inseguimento anche Pinot. 1,2,3,4 scatti occorrono a Quintana per rimanere da solo in testa, Nibali cede al colombiano e paga l’inseguimento, forse avrebbe fatto meglio ad andar su del suo passo. Del suo passo hanno proseguito Pinot, ed uno straordinario Dumoulin, il quale si è staccato subito dai tre davanti, ma con il suo passo e riuscito a difendersi, portandosi dietro anche Mollema.

Nona tappa del Giro (Afp)

Quintana vince la tappa e prende la Maglia Rosa; guadagna circa una trentina di secondi di vantaggio da Pinot e Nibali, il quale perde posizioni non  riuscendo a tenere il passo del francese prima e poi nemmeno quello dell’olandese Dumoulin.
Il colombiano ha dimostrato di essere lo scalatore più forte, la tappa era per lui, l’ha voluta ed ha vinto, ha rispettato i pronostici. Bene Pinot e benissimo Dumoulin. Nibali si è difeso, non sono queste le tappe in cui rispondere agli scatti di Quintana. Bravi anche i nostri Pozzovivo e Formolo, il quale ha conquistato la Maglia Bianca della classifica dei giovani.
Quintana vince con 24 secondi su Pinot e Dumoulin, (abbuoni esclusi, 10-6-4) 41 su Mollema. 1 minuto da Nibali ed 1,18 da Pozzovivo.
Usciti per motivi diversi dalla lotta per il Giro Zakarin, Thomas e Landa, anche infortunato, il giovane Yates e la ex Maglia Rosa Jungels; ora andranno a caccia di una vittoria di tappa.

Domani si riposa e martedì si riparte con una cronometro di 40 km, favorito Dumoulin, con ottime possibilità di strappare la Maglia Rosa al colombiano, Thomas voglioso di riscatto e potrà dire anche la sua Jungels. Nibali e Pinot potranno recuperare secondi da Quintana, riaprendo ancora di più un bellissimo ed entusiasmante Giro d’Italia numero 100.
Buon Giro d’Italia a tutti!

GIRO D’ITALIA 2017

Pubblicato da Luca Cianflone il 06/05/2017

Risultati immagini per postelberger

E’ FINITA L’ATTESA, INIZIATO IL GIRO D’ITALIA  2017, IL GIRO NUMERO 100

Iniziata ieri la stupenda Corsa Rosa, il Giro d’Italia numero 100. Quest’anno la felicità e l’entusiasmo alla bellissima ed inusuale partenza sarda, nascondevano una profonda tristezza per la scomparsa di Michele Scarponi, il quale per diversi anni fu protagonista di questa corsa e che indubbiamente mancherà a tutto il gruppo ma già dalle prime immagini, la presenza di Scarponi s’ è sentita molto, parole dei corridori e degli addetti ai lavori, immagini,video ma soprattutto il pubblico ha e sono sicuro farà sì che Scarponi in questo giro ci sia…

Il Giro inizia con diversi campioni, alcune assenze illustri e peraltro annunciate come quelle di Sagan, Froome e Valverde ed il nostro Fabio Aru infortunato, dispiace anche per Viviani, dirottato dalla Sky sul Tour de France; gli altri ci sono tutti, dai due favoriti Quintana ed il nostro Nibali con la sua nuova squadra, Pinot, Thomas e Landa, personalmente terrei d’occhio sempre per la classifica generale il russo Zakarin. Per le volate ci sono i migliori, Greipel, Gaviria, Ewan e gli italiani Nizzolo e Modolo. Restando agli italiani che speriamo possano darci qualche vittoria di tappa segnalo Pozzovivo per le salite,Visconti ed il veterano Pozzato.

Passando alla tappa di ieri, in Sardegna da Alghero ad Olbia, un altro italiano si è messo in mostra, Benedetti della Bora, partito in fuga con altri 5 corridori, è riuscito a strappare la prima Maglia Azzurra degli scalatori. Fuga regolarmente controllata e ripresa a qualche km dal traguardo, tutto propedeutico ad un arrivo in volata, ma poi l’imprevedibilità del ciclismo c’ha messo lo zampino;a poco più di 3 km dal traguardo il gruppo si spezza in una curva, il team Bora si trova in testa a preparare la volata all’ultimo km con l’austriaco Postlberger, gli altri corridori in testa tentennano e il corridore della Bora sfrutta il “buco” creatosi e viene spronato dall’ammiraglia a tirar dritto e non aspettare il suo velocista; mossa vincente, Postelberger va a vincere la prima tappa e prendersi quindi la Maglia Rosa ed anche la Maglia Verde del leader dei punti.
La Bora prende tutto o quasi, prima Maglia Rosa austriaca, secondo, primo della volata, Ewan e poi Greipel, Nizzolo, Modolo e Sbaragli.
Da segnalare un ritardo di 13 secondi in classifica generale di Kruijswijk.

Risultati immagini per postelberger

Oggi si correrà ancora nella bellissima cornice sarda, una delle tappe più lunghe, 221 km da Olbia a Tortoli. Probabile arrivo in volata, ma con gruppo ristretto, 50/60 corridori, a causa di una salita abbastanza impegnativa alcuni km prima dell’arrivo, la quale dovrebbe eliminare i velocisti puri, non avvezzi alle salite. Tutto dipenderà dal ritmo con la quale il gruppo interpreterà l’ascesa, qualche Big potrebbe decidere di attaccare e ” misurar la febbre ” agli altri leader.
I miei favoriti sono Modolo nel caso in cui riuscisse a tenere in salita, Visconti potrebbe tentare un attacco e qualora i Big attaccassero, non sottovaluterei Jungels o Sanchez dell’Astana. La Maglia Rosa potrebbe rimanere sulle spalle di Postlberger.

Buon giro a tutti!

STATI UNITI MINACCIANO INDIPENDENZA PAESI

Pubblicato da Luca Cianflone il 09/12/2014

“L’espulsione dell’ambasciatore statunitense ha bloccato un colpo di Stato in Bolivia”

tiwade_header1

 

Altro sconvolgente esempio di come gli Usa continuino la loro politica espansionistica. La frase riportata qui in alto è stata pronunciata pochi giorni fa, del ministro della Presidenza della Bolivia Juan Ramón Quintana, riferita ad avvenimenti dell’anno 2008, durante una conferenza in Argentina, organizzata per presentare una serie di documentari, “Invasion USA” diretta da Andrés Sallari, in cui viene analizzata l’ingerenza di Washington in Bolivia dal 1920 ad oggi. Durante l’incontro Quintana ha rilasciato numerose dichiarazioni a sostegno delle ricostruzioni dei documentari, raccontando episodi del tentato colpo di Stato boliviano del 2008 in cui sarebbero stati coinvolti, grandi media, partiti dell’opposizione, magistratura e ONG.

La storia è piena di simili episodi e denunce, è superfluo anche solo farne esempi; la Bolivia è solo una delle vittime dell Zio Sam. Anche qui, nel nostro vecchio continente, abbiamo assistito e stiamo assistendo a tali mire espansionistiche. Infatti gli Usa, solo nell’ultimo anno, si sono resi protagonisti di diversi colpi di Stato, molte se non in tutte le “primavere” sia arabe che africane, affidamento dell’ Ucraina a partiti Neo-Nazisti russo-fobici ma soprattutto emerge sempre di più la convergenza di obiettivi tra il temuto Isis e gli Stati Uniti, la rimozione ad ogni costo del Presidente siriano Assad e istituzione di un governo sottomesso a Usa. Trovate delucidazioni in merito alla questione Isis, chi sono, da dove vengono e cosa vogliono, in questo mio articolo:  “Isis” .

Tornando alla frase iniziale, il ministro boliviano ha detto molto durante l’incontro, denunciando nel merito e soprattutto dando ragioni convincenti e sconvolgenti sull’espulsione dell’ ambasciatore americano in Bolivia Phillip Goldebrg e delle agenzie DEA e USAID avvenuta appunto nel settembre 2008. Queste alcune delle frasi estrapolate dalle dichiarazioni di Quintana alla stampa, durante un incotro avvenuta a inizio dicembre 2014, alll’Università Nazionale di Córdoba:

La cacciata dell’ambasciatore statunitense per prima cosa ha smobilitato la destra, che preparava un ‘golpe civico-prefetturale’, e di conseguenza ha reso orfani quei gruppi politici che tentavano di destabilizzare il governo“. “Il piano di destabilizzazione si basava sul sistematico attacco al governo attraverso i grandi media, applicando la strategia del potere morbido per delegittimare il governo“. Sulle tappe del golpe ha aggiunto:  “…miravano alla creazione di conflitti per accelerare la degradazione, come ad esempio nel caso di Pando e vari scontri, cercando di dimostrare che il governo non sapesse governare il Paese, perdendo sostegno sociale e generando conflitti regionali.
Un altro nucleo fondamentale di tale colpo di Stato era la magistratura, che insieme a media, partiti di destra e ONG, era un pilastro fondamentale di tali tentativi di golpe morbidi“.
Sull’ espulsione della DEA, Quintana sostiene che “settori dell’opposizione si auguravano che il governo della Bolivia finisse nello scenario colombiano-messicano, ma ha fatto esattamente il contrario: recuperava il controllo del territorio e le istituzioni della sicurezza, sviluppando un piano governativo contro il traffico di droga, mentre il valore culturale della foglia di coca è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite, rendendo possibile passare da 33000 ettari ai 22000 di oggi, a soli duemila da 20000, obiettivo del governo”, ha detto. “La destra indicava quelle argomentazioni della DEA che se la Bolivia avesse seguito, sarebbe diventata il paradiso della criminalità organizzata, ma è successo il contrario“.
Sulla cacciata dell’USAID ( agenzia governativa Usa per lo sviluppo) ha ossrvato: “da un lato, il settore degli intellettuali della classe media legato all’ambasciata statunitense è rimasto disoccupato, scoperto. In secondo luogo, molti giornalisti pagati dall’USAID nel quadro dei programmi di viaggio negli Stati Uniti sono stati eliminati, smascherandoli da freelance che in realtà erano portavoce dell’ambasciata USA”. Inoltre, ha rimarcato che l’espulsione dell’USAID ha lasciato un esercito di ONG “privo di finanze, proposte, azione politica e legami organici con i movimenti indigeni“. Le azioni dell’USAID gestivano gran parte della società boliviana, ricorda Quintana. “Il programma per la democrazia gli avrebbe permesso d’influenzare Assemblea Legislativa Plurinazionale, Parlamento nazionale, partiti politici, rafforzando la destra e danneggiando i partiti dello sviluppo emergenti“. “C’era anche il programma per la società civile, con seminari su giustizia e democrazia, ma sempre costruiti sull’ideale neoliberale“.
Quintana ha finito descrivendo un programma per lo sviluppo economico volto a forgiare l’idea del “libero mercato”, e un altro con lo scopo di:  “ minare la struttura dello Stato multiculturale come il nostro, assieme al programma di lotta al traffico di droga nell’ambito della sicurezza e, infine, un altro che promuoveva la leadership indigena“. “Cioè, sabotavano lo Stato smobilitando l’azione del governo e articolando l’opposizione“.

Ora, ecco cosa i media nazionali non vi diranno in tv o sulle principali testate; non crediate di essere in una situazione tanto migliore di quella della Bolivia del 2008 raccontata da Quintana! Forse meno evidente, meno fastidiosa, ma appunto per questo più subdola…
L’occidente, gli Usa in particolare essendo la nostra guida, ci controllano, magari vi spavento meno dicendovi ci guidano, le emozioni; nel senso che ci dicono chi dobbiamo temere e odiare, ci mostrano a cosa dobbiamo prestar attenzione e sopratutto a chi dobbiamo affidarci, a loro… Gli americani e l’occidente sono i buoni, tutto ciò che non è sotto il loro controllo è nostro nemico!
Non importa la verità, le loro bugie sono somministrateci a dosi massicce, Putin invade l’ Ucraina e vuole espandersi, Gheddafi, Hussein, Mubarak e compagnia da alleati e soci in affari si trasformano all’improvviso in dittatori spietati e ci si accorge che bisogna farli cadere, la Siria di Assad misteriosamente non si allea alla NATO per combatter l’Isis, solo perchè da anni gli americani stanno bombardando città siriane, i russi hanno abbattuto il Boeing malese … Queste sono solo alcune delle bugie che i media occidentali ci hanno propinato negli ultimi mesi, continuando con la grande menzogna degli Usa come liberatori e garanti dei diritti umani in tutto il mondo. Gli Stati Uniti nella maggior parte dei casi si sono mossi per tutelare i proprio interessi e per sviluppare la loro economia, i dittatori, i terroristi, i ribelli, diventavano nemici da abbattere solo quando rappresentavano un ostacolo ai loro affari.
Per quanto riguarda poi i diritti umani, per esempio la lotta contro la corsa agli armamenti nucleari di altri paesi, ricordo che gli Usa non solo sono quelli più armati di tutti, ma sono anche l’unica nazione nella storia ad aver utilizzato la bomba atomica, non una ma ben due volte, uccidendo bambini, donne, anziani, uomini, civili che con la guerra non avevano nulla a che fare, non dimenticatelo…

atomica