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ISIS

Pubblicato da Luca Cianflone il 29/11/2014
ISIS, da mesi siamo tempestati da immagini, minacce, proclami, informazioni e denunce riferite a questo termine, ma sappiamo cosa e chi si nasconde dietro questo codice, questa sigla?

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Per la maggior parte degli italiani Isis significa ” taglia-gole musulmani”, terroristi musulmani che uccidono i cristiani e gli infedeli.
Naturalmente a loro spetta il ruolo dei cattivi, e come ogni buona sceneggiatura se c’è l’antagonista ci deve essere il protagonista buono, questo ruolo a chi spetta?, naturalmente agli Usa…
Gli Stati Uniti d’America sono stati, sono e saranno sempre i nostri salvatori, i difensori ed esportatori di democrazia, di libertà…
Questa è la nostra visione geo-politica, somministrata sin da bambini…
Ecco io non voglio distruggere completamente questa vostra visione, incolpevole, involontaria visione… Non vi elencherò le prove incontrovertibili delle menzogne che ci hanno propinato sull’11 settembre, sulla guerra in Iraq, su i regimi prima amici e complici e poco dopo nemici giurati della democrazia, dei rapporti finanziari della famiglia Bush con i parenti di Osama Bin Laden, non vi scriverò ora neppure le bugie che ci stanno dicendo sull’attuale crisi ucraina, in questo articolo vi renderò edotti di informazioni VERE, REALI, e DIMOSTRATE; soprattutto dati e conoscenze che i media convenzionali non vi possono dare!

Documenti resi pubblici, ci informano che l’Isil, Isis per noi, si è ufficialmente formato in Libia nel 2011, con lo scopo di detronizzare il Presidente Gheddafi. Operazione riuscita anche per merito dell’intervento Usa. Da altri documenti emerge come L’Isis si sia formato per mano delle forze di Intelligence americane, britanniche e del Mossad.
Partendo dal 2011 non renderei merito alla programmazione, all’intelligenza tattica degli Usa e non solo. La nostra storia inizia da molto lontano, almeno dal 1989, la caduta del muro di Berlino…
Cercherò di non farla troppo lunga, per chiunque voglia ragguagli in merito, in rete troverà tutto il materiale necessario.
Dicevamo, alla caduta del muro: agli Usa si spalancò una immensa terra di conquiste, un “Nuovo Mondo”, l’oriente!, ma non essendo più nel 1492, la colonizzazione doveva essere diversa, più discreta e soprattutto giustificata e buona, per lo meno all’apparenza. Si cercarono partner commerciali, si stabilirono dialoghi e scambi di beni, tutto lecito e comprensibile, ma a questi nuovi “rapporti”, qualcuno si opponeva, sciagurati, allora a quel punto il commercio diventava colonizzazione armata, più o meno subdola. Quando il paese in questione, userò un termine molto tecnico e sconosciuto ai più, non calava le braghe, diventava un paese nemico della libertà, della democrazia, dei diritti umani. Va da se che in diversi di questi casi tutte queste accuse erano vere, o perlomeno riscontrabili in alcuni aspetti, ma il casus belli non erano certo queste violazioni, i casi e gli episodi sono plurimi.
Le potenze che maggiormente si opposero ad espansionismo Usa furono tre, Libia, Siria, Iraq, più in parte l’Egitto.
Dopo che negli anni ottanta Saddam Hussein rappresentò un valido alleato (nonostante la vicinanza all’Urss), gli Usa intervennero, insieme ad una delegazione mondiale, militarmente la prima volta nel 90/91, reprimendo l’invasione da parte dell’Iraq nei confronti del Kuwait, Prima guerra del Golfo. Saddam rimase però al suo posto,  capo del governo di un paese portato progressivamente dall’embargo ONU, alla povertà; fino a quando Bush non prese a pretesto l’11 settembre ed iniziò la Seconda Guerra del Golfo, con obiettivi sgominare Al Qaida, catturare Bin Laden e trovare le armi di distruzione di massa.Risultato, tutti e tre gli obiettivi falliti, ma in compenso occupato un paese ricco di petrolio, detronizzato il suo leader ostile agli Usa e provocato una guerra civile e contro le forze estere, (viste come invasori) e tra tutte le correnti religiose, sciiti e sunniti in primis. Lasciato impiccare Saddam, il paese sfugge comunque al controllo statunitense; si prova un nuovo attacco nel 2007 ma nulla ancora. Si pensa allora che questi regimi possano essere conquistati solo dall’interno, scatenando delle rivoluzioni e favorendo la parte più ” amica” dell’occidente, tra le parti in guerra.

Arriviamo così ai giorni nostri, la Primavera araba.
Per ribaltare i governi di questi paesi si organizzano, o almeno favoriscono  rivoluzioni, colpi di Stato in numerose nazioni.
Dopo le rivoluzioni in Tunisia ed Egitto, pochi giorni dopo, il 4 febbraio 2011 la Nato organizzò al Cairo una riunione dove si decise di esportare le rivoluzioni anche in Siria, storicamente ostile agli Usa, guidata da Assad e in Libia dal loro “amico” Gheddafi.
Questa riunione è presieduta da J McCain, senatore, ex candidato alla presidenza degli Usa, e vede tra i partecipanti Jibril, collaboratore di Gheddafi fino a poco prima, eletto seduta stante, leader della opposizione libica. L ‘operazione in Libia riesce, Gheddafi viene barbaramente trucidato e mostrato al mondo. Ciò che non ci viene mostrato sono i mercenari, il gruppo che collabora con gli americani per la rivoluzione in Libia, l’Isis. Documenti resi pubblici mostrano come questi mercenari siano stati addestrati e armati da Usa, Gran Bretagna, Qatar e paesi a loro amici come la Turchia e Israele. Dalla Libia i mercenari furono fatti spostare,via Turchia, in Siria, con l’obiettivo di rovesciare Assad. Famosa la foto di McCain con i leader dell’ Isis:
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Queste foto sono state scattate nel nord della Siria il 27 maggio 2013, durante un incontro segreto tra il senatore americano, nonchè ambasciatore ombra del dipartimento di Stato ed i leader delle organizzazioni ribelli siriane, tra cui anche il famigerato Al Baghdadi, capo dell’Isis, inserito dagli Usa tra i 5 terroristi più ricercati sin dal 2011.
Da altri documenti resi noti, emergerebbe che Al Baghdadi sia stato prigioniero a Guantanamo tra il 2004 ed il 2009 e qui reclutato da Cia e Mossad, con l’ intento di creare un esercito in grado di spodestare Assad e i  governi ostili d Israele ed Usa.
La maggior parte di questi documenti sono stati resi noti dal famoso ex agente della National Security Agency Edward Snowden, ora riparato in Russia, il quale ha diramato l’obiettivo finale di tutta questa operazione:  «L’unica soluzione per proteggere lo Stato ebraico è quella di creare un nemico alle sue frontiere e di indirizzarlo contro gli Stati islamici che si oppongono alla sua presenza». Questo afferma un documento della Cia reso noto da Wikileaks.
A corroborare queste rivelazioni, sono di pochi mesi fa le dichiarazioni di Hillary Clinton riferite all’Isis: “L’Isis è roba nostra ma ci è sfuggita di mano“, e ancora: “È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq”

Quello che stiamo osservando è appunto una scheggia impazzita!, gli Usa pensavano di poter guidare questi mercenari alla conquista della Siria, facendogli sfruttare i contrasti interni di alcuni dei paesi musulmani; ma la situazione non è più sotto controllo, il suo nuovo obiettivo sembra essere diventato il Califfato, cioè uno Stato islamico composto da estremisti prevalentemente sunniti.
Isis alla sua nascita non prevedeva guerre di religione, non sposava la Jihad. Quella che oggi assistiamo è il mutamento di un esercito formato da mercenari, armato, finanziato ed addestrato da paesi filo-occidentali e da Usa, oggi però schieratosi con gli estremisti islamici e Al Qaida. per quanto riguarda l’Iraq, secondo la CNN, l’Isis contava circa 8mila uomini, insufficienti per le conquiste fatte; ciò dimostra che questi  si sono uniti a tribù sunnite e gruppi baathisti, trovando un fine comune, la rimozione di Al Maliki, presidente iracheno sciita. Nel giugno scorso l’Iraq viene invaso, ma il Pentagono, violando l’accordo Iraq-Usa, non interviene in soccorso di Al Maliki, sempre più vicino a politiche iraniane e cinesi e l’Isis conquista circa 30 città irachene trucidando gli infedeli, prima di tutti i musulmani non estremisti, sciiti ed eccetera.
Qualche settimana dopo l’opinione pubblica mondiale obbliga Obama ad intervenire con lo scopo di fermare il “Califfato”, iniziano così i bombardamenti contro l’Isis ma non sono decisivi. Secondo alcuni, tali attacchi sarebbero talmente timidi e su obiettivi poco importanti che giustificherebbero le ricostruzioni dei quali credono che la situazione sarebbe in realtà sotto controllo da parte degli Usa. Si ipotizza che il governo americano abbia ammesso l’errore fatto con l’Isis, perchè messi davanti all’evidenza dei documenti resi noti e delle foto di McCain, ma che in realtà non sia per nulla scappato di mano, anzi! L’Iraq era sempre più vicino a Cina ed Iran, quindi il fatto che gli uomini di Al Baghdadi abbiano tracimato alla conquista di quel paese, faccia in realtà comodo agli Usa, i quali metterebbero così la loro bandierina sia in Siria che in Iraq, questa volta però, visto i risultati precedenti, facendo fare il lavoro sporco ai taglia-gole dell’Isis.
L’agenzia britannica Reuters ha pubblicato un articolo in cui da alcuni documenti emerge il fatto che il congresso Usa ha votato il finanziamento e l’armamento a favore dei ribelli fino al 30 settembre 2014.

Punto cruciale della guerra che si sta combattendo è stato lo scorso G20 tenutosi a San Pietroburgo. Gli usa chiedevano il sostegno mondiale, anche di Russia e Cina, per poter bombardare la Siria alla ricerca dell’Isis, ma il Presidente siriano Assad aveva già fatto sapere che qualunque attacco di paesi esteri nel suo territorio sarebbe stato interpretato come un atto di guerra contro il governo, sicuramente non filo-americano, visto che i raid aerei chiesti e poi ottenuti da Obama avrebbero colpito migliaia di civili, cittadini siriani dei quali Assad è appunto il leader. A questa richiesta Putin e la cina si sono opposti, considerando le motivazioni dell’ONU semplici pretesti pilotati da Usa ed i suoi alleati, con l’intento di far fuori Assad. Clamorosa è stata la dichiarazione  del capo di Stato maggiore generale Usa Martin Dempsey il quale ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero attaccare l’Isis in Siria dalla parte di Assad. Tutto questo in contrasto a tutto quello fatto per tre lunghi anni dalla Casa Bianca, la quale ha appoggiato i jihadisti fomentando una guerra civile contro Damasco che ha provocato 200.000 morti. Obama però sembra non averlo ascoltato e i media occidentali hanno fatto il loro solito lavoro di disinformazione, continuando a far passare Putin come attaccabrighe e Assad come nemico, forse anche peggio di Al Baghdadi. 

Oramai è incontrovertibile il fatto che gli Usa avessero progettato una strategia che mirasse a destabilizzare e rovesciare i governi a loro ostili; a tutto questo appartiene anche la vicenda Ucraina, che insieme alla questione Siria fungono anche come provocazione nei confronti della Russia (vicenda Crimea), ma anche questa è un’altra storia; basti pensare che due dei primi provvedimenti attuati del nuovo governo neo-nazista, instaurato con il bene placito dell’occidente, è stato uno quello di trasportare un ingente quantitativo di armi in Siria e metterle a disposizione di Al Baghdadi ed il secondo vietare in Ucraina la lingua russa, paese formato da diversi milioni di russi.

Ora, non volendo esser tacciati di complottismo, immaginate quello che è successo come una grande partita a Risiko, uno dei giochi da tavola più belli. Gli Usa si sono resi conto di non essere più in grado di forzare dei rapporti e sottomettere alcuni Stati solo con manovre economiche legate al dollaro, quindi urge intervento militare; a questo punto però, invece di usare una strategia diretta, la quale sarebbe condannata dall’opinione pubblica, sposa uno dei motti del Risiko, ” il nemico del mio nemico, è mio amico!”. In pratica si defila, lasciando che altri giocatori si attacchino ed indeboliscano a vicenda, aspettando il momento propizio. La situazione è però degenerata, uno dei giocatori ha trovato sul campo di battaglia numerosi alleati, l’Isis ha incluso in se stessa, tutti quei gruppi estremisti politico/religiosi, diventando così incontrollabile e soprattutto una minaccia mondiale, colpendo non più altri eserciti, ma trucidando e sottomettendo anche civili, gli “infedeli” e ripeto, non solo cristiani, induisti, buddhisti, laici, ma soprattutto la stragrande maggioranza dei musulmani, quelli moderati.
Come abbiamo visto c’è materiale anche per sostenere che la degenerazione dell’Isis sia  in realtà parte della tattica Usa, la quale mirerebbe ad aspettare che Al Baghdadi abbia se non rovesciato, quanto meno destabilizzato Iraq e Siria (in seguito potrebbe mirare anche alla Giordania) e a quel punto intervenire con il benestare ONU, visto carneficina, e con l’appoggio di Israele. Una volta sedato l’esercito dell’Isis, tutto ciò che era sotto il loro dominio verrebbe diviso tra Qatar e Israele, magari lasciando un Califfato a  disposizione di Al Baghdadi, il quale appunto conta di ospitare tutti gli estremisti musulmani.
Fantapolitica, Risiko, complottismo, chiamatelo come volete, ma questo è solo un semplice lavoro di unione di eventi, un po’ come il gioco di unire i puntini e vedere quale immagine viene disegnata. Se a metà dell’opera qualcuno ti desse la soluzione, faresti fatica ad esserne sicuro, a vedere il disegno completo, ma terminando l’esercizio, l’immagine appare chiara e distinguibile.
Quindi, essendo venuti a conoscenza di documenti in cui si asseriva l’importanza di proteggere lo stato ebraico, i motivi sono riconducibili all’importanza della lobby sionista nell’economia americana, non possiamo fare a meno di ricondurre le guerre attuali a quella che appunto gli americani hanno denominato operazione ” Nido di Calabroni”,  «L’unica soluzione per proteggere lo Stato ebraico è quella di creare un nemico alle sue frontiere e di indirizzarlo contro gli Stati islamici che si oppongono alla sua presenza».

 

Qui sotto trovate alcuni dei tanti articoli di testate estere ed italiane che hanno trattato gli argomenti di questo mio pezzo:

clamoroso-voltafaccia-usa-siria-dovremmo-attaccare-isis-in-appoggio-ad-assad

siria-non-collaboriamo-con-gli-usa-con-il-pretesto-dellisis-attaccano-la-nostra-sovranita

Snowden-ecco-come-gli-USA-aiutano-Israele-e-reclutano-jihadisti-ISIL

isis-leader-abu-bakr-al-baghdadi-trained-by-israeli-mossad-nsa-documents-reveal

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