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TOUR DE FRANCE 2017,17^,18^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 21/07/2017

Le due tappe alpine del Tour de France hanno emesso la dura sentenza contro il nostro Fabio Aru, le salite che avrebbero potuto lanciarlo alla vetta del Tour, lo hanno respinto…

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17^ tappa iniziata con le buone intenzioni di mettere in difficoltà la Maglia Gialla da parte degli altri capitani, il più deciso, il campione Contador, lo spagnolo scatta ai 125 km e dopo un inseguimento lunghissimo raggiunge i fuggitivi  tenendo il gruppo a circa 3’30″ a 50 km dall’arrivo.
Nel gruppo dei migliori si viaggia trainati dalla Sky, il ritmo alto costringe Quintana a mollare durante un tratto di dura salita, i big si controllano fino ai 34 km quando Martin si porta in testa ed accelera, provocando l’assottigliamento del team Sky. Pochi km dopo attacca Bardet ed iniziano le difficoltà di Fabio Aru… Accelerano e lui si stacca, ma con grinta e cuore rientra al primo rallentamento, una, due, tre volte il sardo ritorna sui migliori, i quali però avvisati delle difficoltà del secondo in classifica, attaccano ancora staccando il capitano dell’Astana di circa 20 secondi in cima al Galibier, secondi che sarebbero ulteriormente aumentati nei km di discesa pedalabile che hanno portato i corridori al traguardo.
I big s’involano in discesa, collaborando e tirando tutti recuperano sulla testa della corsa ed aumentano il distacco da Aru. Nel gruppo dei fuggitivi già dagli ultimi km di salita si era avvantaggiato Roglic, unico a resistere al ritorno della Maglia Gialla e vincitore di giornata con 1’13″ su Uran, Froome, Bardet e l’ottima Maglia a Pois Barguil. Landa a 1’16″ ed il gruppo Aru, con Martin, Contador e Meintjes a oltre 1’40″.
Aru pagherà quindi oltre trenta secondi dai suoi rivali, apparsi più freschi del sardo in salita. Bravo a non mollare e limitare i danni, ma la gamba non è certo quella delle prime due settimane.
Da segnalare i ritiri di Pinot e soprattutto della Maglia Verde Kittel, maglia che ora passa al bravissimo Matthews; Barguil consolida la sua Maglia a Pois ed Yates, nonostante in questa tappa abbia perso più di un minuto da Meintjes.

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La 18^ tappa palesa le difficoltà di Aru. Gruppo spezzato in due, una sessantina di corridori si lanciano in fuga, nessuno di preoccupante per la Maglia Gialla, quindi distacco lasciato dilagare fino a quasi 7 minuti.
La Sky controlla la corsa ma durante la salita di Col de Vars l’AG2R si mette in testa ed alza il ritmo, cercando di sfaldare il treno della Sky, riducendo di circa tre minuti il vantaggio di Lutsenko e del francese Edet, avvantaggiatesi dai fuggitivi, portando il ritardo a 3’50″ a circa 10 km all’arrivo, cioè ai piedi dell’ultima salita del Col D’Izoard, dove si  deciderà il Tour.
La tensione aumenta, i big si controllano cercando di intuire l’energie di ognuno, ai 6 km primo scatto di Bardet, rispondono i primi della generale tranne Aru, costretto anche oggi ad inseguire; una volta rientrato si susseguono altri scatti dai quali Aru non può far altro che difendersi. Contador ancora protagonista, poi ancora uno scatto di Martin infrangono le speranze dell’Astana, il sardo non riesce a tenere il passo dei migliori; pedalando con il cuore riuscirà a non naufragare. Ai 3 km scatta Bardet, chiude Froome e parte al contrattacco, costretto a chiudere il bravissimo Uran. Davanti Atapuma si è portato in testa, dietro di lui Barguil in rimonta e a qualche secondo ancora Froome, Uran e Bardet, con Landa ad aiutare il capitano della Sky, ancora un lavoro di squadra incredibile per la Maglia Gialla, malissimo l’Astana.
Barguil riprende il colombiano in testa e va a vincere un’altra tappa, consacrando la sua Maglia a Pois, secondo Atapuma a 20″ e con lui Bardet, Froome ed Uran a 22″. Dietro di qualche secondo Landa che scavalcherà Aru in Classifica Generale, arrivato con più di un minuto dai migliori.

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Fabio ha perso la possibilità di lottare per il Tour, molto probabilmente anche il podio, ma la corsa dell’italiano è comunque da considerarsi ottima, due giorni in Maglia Gialla, una vittoria ed il regalo di averci fatto sognare… E’ giovane, potrà ancora crescere e migliorare, nella speranza che l’anno prossimo potrà avere una squadra migliore.

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Ora la vittoria è nelle mani di Froome, in vista della cronometro di sabato solo un problema tecnico o qualche altro imprevisto potrebbe impedirgli di vincere il Tour 2017. Bardet ed Uran si giocheranno la seconda posizione, il colombiano dovrebbe essere leggermente favorito.
Domani nel frattempo tappa pianeggiante, volata o arrivo della fuga.
Buon Tour de France a tutti!

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TOUR DE FRANCE 2017, 9^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 10/07/2017

Esplode il Tour de France, prima tappa di vera montagna ed arrivano le prime sentenze. Porte e Thomas cadono e si ritirano, Contador perde minuti ed esce dalla lista dei pretendenti per la vittoria finale.

Fuga lasciata partire abbastanza presto, tenuta comunque ad un tempo ragionevole dalla Sky; ascese difficili ma discese ancora più determinanti. A circa metà tappa, quando i corridori affrontavano il Grand Colombier, Bardet e i suoi uomini alzano il ritmo, il gruppo si assottiglia ma la vera selezione si ha nella discesa, il gruppo si spezza in più gruppetti, la Maglia Gialla perde qualche secondo da Bardet ed Aru, la Sky si mette a tirare ed ha farne le spese è il luogotenente di Froome, G.Thomas che scivola e si ritira; prima di lui anche l’italiano Mori.

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Il gruppo a discesa terminata si ricompatta e prosegue con relativa tranquillità aspettando l’ascesa del Mont du Chat, 9 km di salita a più del 10% e successiva discesa tecnica, umida e stretta!
Inizia la salita con il peloton trainato dalla squadra della Maglia Gialla, i fuggitivi davanti verranno progressivamente superati, unico a resistere al ritorno dei migliori, il francese Burguil; ma concentriamoci sulla lotta dei capitani in salita. A circa metà ascesa il colpo di scena che non ti aspetti, Froome alza la mano per segnalare un problema alla bici e Fabio Aru decide comunque di attaccare, sgarbo forse dovuto alle dichiarazioni del britannico dopo la vittoria del sardo, fatto sta che attacca ed i migliori lo seguono ad eccezione appunto della Maglia Gialla e Porte forse imbottigliato. Aru vistosi in buona compagnia cerca qualcuno che gli dia il cambio, ma il gruppetto rallenta, informati del problema di Froome ed Aru, forse consigliato dell’ammiraglia, desiste. Mentre i migliori aspettano il leader della classifica, attacca il compagno di Aru, Fuglsang, prendendo qualche secondo di vantaggio e preparando così, un possibile attacco del sardo.
Una volta raggruppati si sale sempre al ritmo della Sky ( da segnalare una spallata di Froome ad Aru), poco prima degli scatti decisivi si stacca Contador.
In vista della vetta inizia la lotta tra i favoriti, niente più compagni o tattiche, solo gambe, fiato e cuore, è proprio quest’ultimo che permette al capitano dell’Astana Aru di chiudere su Froome, impegnato nel tentativo di far selezione. L’illustre big a pagare la “frullata” del britannico è Quintana, che in cima pagherà 1 minuto di ritardo. Il fuggitivo Barguil svetta per primo al Traguardo della Montagna ottenendo la Maglia a Pois e si lancia in discesa, dietro di lui a circa 30 secondi tutti i migliori: Aru e Fuglsang dell’Astana, Froome per la Sky, il redivivo Uran, Cannondale, Martin per la Quick-Step e Porte capitano della BMC.

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La velocità è alta, la discesa complicata e nessuno dei migliori pare intenzionato ad attaccare in modo deciso, ma in un passaggio complicato, forse una distrazione o un errore di traiettoria, costringe Porte a mettere le ruote fuori strada scaraventandolo a terra violentemente coinvolgendo anche Martin. Il capitano della BMC rimane a terra contuso, sarà costretto a ritirarsi, Martin un po’ intontito riparte.
Rimangono in 5, proseguono di gran passo e terminano la discesa tutti compatti e decisi a riprendere Burguil, il quale cerca di resistere il più possibile ma viene raggiunto, però invece di staccarsi riesce a rimanere in scia ai migliori, tirando il fiato in vista del traguardo.
Dopo circa 12 km di pianura i 6 arrivano allo sprint, il favorito sarebbe Uran, se non fosse per un problema al cambio che lo rallenta; a questo punto potrebbero far gioco di squadra i due Astana come al Delfinato. Parte Fuglsang, troppo presto, Aru insegue leggermente in ritardo, Bardet e Froome accelerano ma in testa c’è il fuggitivo di giornata che taglia il traguardo affiancato da Uran. Burguil festeggiato ed esultante è convinto della sua vittoria, ma al fotofinish viene assegnato il successo al sorprendente Uran, terzo Froome che prenderà 4 secondi di abbuono, poi Bardet ed i due dell’Astana che avrebbero dovuto collaborare.

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Dopo 1’15″ arriverà il gruppetto di Quintana, Yates e Martin: Contador terminerà con oltre 4 minuti di distacco.
Tappa stupenda e ricca di colpi di scena e sentenze, non sappiamo chi vincerà il Tour, Froome in salita non è riuscito a staccare gli altri big, ma sappiamo chi non lo vincerà, Contador è ormai ad oltre 5 minuti, ci vorrebbe un miracolo ed una forma diversa, forse anche un’età diversa, Quintana a 2’13″ ha dimostrato di non essere al livello di Froome, Aru e gli altri big, difficile anche il podio per lui, nonostante gli sfortunati ritiri di Thomas e Porte. Kittel e Yates mantengono le loro maglie di leader, rispettivamente la verde e la bianca.
La Classifica Generale ora è questa:

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Domani riposo e martedì si ripartirà per una tappa dedicata ai velocisti, 178 km da Perigueux a Bergerac, la volata sarà però orfana di Demare, arrivato fuori tempo massimo, favoritissimo Kittel.
Buon Tour de France a tutti!

GIRO D’ITALIA 4^ E 5^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 14/05/2015

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La quarta tappa ha visto il nostro italiano Davide Formolo compiere l’impresa.
A soli 23 anni, il corridore della Garmin ha resistito al recupero del gruppo in una tappa impegnativa, resa dura dalla tattica della Saxo. Contador e i suoi si sono fatti sorprendere da un gruppo troppo numeroso di attaccanti, costringendosi poi ad inseguire tutta la tappa. Nel finale l’Astana ha attaccato, dimostrandosi un ottimo team, riuscendo ad isolare Contador ed a staccare Uran. A quel punto è entrato in azione Fabio Aru, che scatta e si mette all’inseguimento dei primi. Lo spagnolo della Saxo trova Kreuziger, nella fuga iniziale e, insieme a Porte staccano il gruppo e Uran. Il nostro Formolo resiste e va a vincere la tappa, Aru prova a scattare per gli abbuoni, ma nulla, non guadagna niente dagli altri due Big, se non un po’ di certezze in più…
La maglia Rosa Metthews crolla ed arriva con 20 minuti di ritardo, ma la casacca rimane in team Orica per il terzo giorno consecutivo, infatti secondo all’arrivo, l’australiano Clarke, diventa leader della classica generale.
Bene Visconti, male Uran.

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La quinta tappa ci regala la prima vera lotta tra i Big. Vince lo sloveno Polanc, anche lui giovanissimo, anche lui nella fuga iniziale, ma le emozioni più grandi ce le hanno regalate i “tre tenori”; infatti impossibile chiamarli ancora i “4 assi”, Uran è saltato; forse non in buona salute, comunque non ha retto il passo degli altri tre capitani.

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Sulla mitica salita dell’Abetone, Contador piazza il suo primo attacco, deciso e secco, ma Aru e poi Porte chiudono. Bravissimo anche Landa, compagno di squadra di Aru, che recupera sui tre e guida il compagno, dettando il ritmo, fino a poche centinaia di metri dall’arrivo, dove Aru lancia lo sprint alla ricerca di abbuoni. Il capitano della Astana chiude terzo, non riuscendo a sopravanzare Chavanel, reduce dalla fuga, Contador terzo e porte quarto. Vittoria strepitosa di Polanc, Aru recupera 4 secondi su “Pistolero”, ma lo spagnolo conquista la testa della classifica generale.

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Uran ormai sembra tagliato fuori, ottimo Aru, Contador è il solito campione, e Porte, tomo, tomo, cacchio, cacchio, rimane coperto ma sempre presente e attento. Sarà una lotta entusiasmante!
Buon Giro d’Italia 2015 a tutti!

GIRO D’ITALIA 2015 – 3^ TAPPA

Pubblicato da Luca Cianflone il 11/05/2015

 

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Oggi si è disputata la 3^ tappa del Giro d’Italia 2015, da Rapallo a Sestri Levante.
Alla partenza la Maglia Rosa M.Matthews della Orica, era il favorito per la vittoria di giornata, e così è stato.
Dopo i primi tentativi, una ventina di corridori riescono a portar via la fuga, diversi i nomi importanti, Ulissi, Gilbert, Bonen su tutti. Il compito di tenere sotto tiro la fuga se lo assume il team Saxo di Contador, compito eseguito alla perfezione, forse anche troppo… I battistrada infatti non riescono mai, durante i sali-scendi della tappa, ad accumulare un vantaggio importante. Le squadre degli altri Big stanno a ruota e lasciano il peso dell’inseguimento tutto sulle spalle di Contador e compagni, compreso il team in Rosa, giustificati anche dall’aver opportunamente inserito nella fuga un compagno.
Durante l’ultima salita, poco prima dell’ultimo Gpm, Pirazzi attacca, raggiunge il gruppetto in fuga, che era a meno di un minuto, ma sfortunatamente un salto di catena lo fa riassorbire dal gruppo. La fuga continua a perdere secondi e protagonisti, e cominciano così gli scatti.

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Ma il gruppo, accelera e a pochi km dall’arrivo assorbe i fuggitivi ed iniziano le grandi manovre per l’arrivo in volata; di velocisti puri non se ne vedono, tutti sfiancati da una giornata impegnativa, ricca di salite e discese, così i cosiddetti scattisti raggiungono le prime posizioni, affiancando e poi superando le squadre dei Big, che ormai hanno esaurito il loro lavoro, e lanciano la volata dove un bravo Felline cerca di anticipare il favorito, nonchè mangi Rosa, ma l’australiano non si fa sorprendere e vince la tappa con apparente facilità.
Tra i favoriti distacchi invariati, tranne per il povero Domenico Pozzovivo, protagonista di una brutta scivolata durante l’ultima discesa, costretto al ritiro ed al ricovero in ospedale. Per il corridore lucano, per fortuna dovrebbe trattarsi solo, visto la tremenda caduta, di un trauma a viso e testa, il corridore è arrivato all’ospedale cosciente e in buone condizioni. Un brutto spavento per tutti, ma soprattutto per amici e parenti, per fortuna non dovrebbero esserci conseguenze gravi per il corridore. Un brutto episodio, che però non fa altro che ricordarci quanto siano eroici i ciclisti e a quanti pericoli vadano incontro.
Lo spettacolo non è mancato, forse aiutato anche dai bellissimi paesaggi liguri, il Giro è più che mai vivo ed entusiasmante, l’emozione è sempre in agguato…

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Per domani ci si attende una tappa impegnativa, dove la Orica sarà impegnata a difendere il loro capitano in Rosa Mattehews e portarlo al traguardo con i Big, i quali forse, potrebbero anche già decidere di testare gli avversari con qualche attacco; la tappa sarà comunque infiammata da tutti quelli che puntano ad una vittoria di tappa, c’è spazio perchè arrivi la fuga, o magari qualche contrattaccante, in ogni caso sarà spettacolo!
Buon Giro d’Italia 2015 a tutti, un abbraccio a Pozzovivo, che torni presto ad emozionarci nelle sue salite…

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